Cronaca

Abusata e sequestrata per undici ore, due condanne: 14 anni la pena più alta

Un terzo imputato è stato assolto. Vittima, una donna di 45 anni che la sera del 15 luglio del 2023 aveva subito abusi e un tentativo di violenza sessuale

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Sequestro di persona, violenza sessuale e tentata violenza sessuale. Con queste accuse, due romeni di 40 e 34 anni residenti in provincia di Cremona sono stati condannati rispettivamente a 14 anni e a 10 anni e otto mesi di reclusione. Al 40enne è stata revocata la sospensione condizionale della pena di cui aveva beneficiato in un altro procedimento. Entrambi saranno espulsi a pena espiata. Come risarcimento, il Tribunale ha disposto una somma complessiva di 10.000 euro.

Un terzo imputato, un 36enne romeno residente in provincia di Cremona, accusato del solo reato di tentata violenza sessuale, è stato invece assolto “per non aver commesso il fatto”. Per quest’ultimo, anche il pm Francesco Messina aveva chiesto l’assoluzione, mentre per il 40enne una pena di nove anni e per il 34enne la condanna a cinque anni e sei mesi. La parte civile, rappresentata dall’avvocato Antonella Viola, aveva chiesto la condanna per tutti. I tre imputati erano assistiti dagli avvocati Michele Tolomini e Federico Magnante.

“E’ una soddisfazione relativa rispetto allo stato d’animo della persona offesa che ancora si porta dietro le conseguenze dell’accaduto“, ha commentato dopo la sentenza l’avvocato di parte civile. “La mia assistita aveva paura di essere considerata male, una poco di buono, una che se l’era andata a cercare, e invece è stata ritenuta credibile“.

La vittima è una donna di 45 anni che la sera del 15 luglio del 2023 era stata sequestrata per undici ore e aveva subito abusi e un tentativo di violenza sessuale.

“Era da tempo che non uscivo”, aveva raccontato Marta (nome di fantasia) ai giudici. “Quella sera invece ho accettato l’invito ad uscire di una mia amica. Insieme siamo andate ad una sagra di paese e poi in un locale di karaoke. Tutta sera ho bevuto molto“. A partecipare alla serata si era unito anche un conoscente di Marta, che arrivava dalla Svizzera. “Io e mio marito l’abbiamo conosciuto in vacanza. Lui faceva l’animatore e siamo rimasti in contatto”.

Durante la serata l’amica di Marta si era allontanata dal locale per incontrarsi con l’uomo con cui aveva una relazione, mentre la 45enne e l’amico residente in Svizzera avevano raggiunto una discoteca. “Lì ho bevuto ancora”, aveva raccontato la donna. “Mi è stata offerta una bevanda fortissima, penso fosse whisky, e da quel momento ho avuto il vuoto“.

Alle 6 del mattino Marta si era ritrovata su un’auto con tre uomini sconosciuti. Il suo amico dalla Svizzera si era volatilizzato. “Mi hanno offerto della cocaina, e poi mi sono ritrovata in un appartamento“. In casa, i tre avevano messo della musica e ad un certo punto sono rimasti a torso nudo. “Uno era palestrato“, aveva ricordato la donna, “un altro aveva la pancia e il terzo era magrolino. ‘Dai che ci divertiamo, sciogliti, quanto vuoi?’, le avevano chiesto. “Mi avevano preso per una escort“, aveva spiegato la 45enne. “Ma io ho detto che non lo ero assolutamente e che volevo andarmene. Sono stata assalita da attacchi di panico e non capivo più nulla. Stavo male”.

In aula la donna aveva riferito che l’uomo più magro aveva iniziato a baciarla sul collo e sulle spalle, mentre l’altro, quello palestrato, la toccava dappertutto. “Ero paralizzata sul divano e la porta era chiusa a chiave. ‘Tanto non ti portiamo a casa fino a domani’, mi hanno detto. E lì ho pensato al peggio, che mi avrebbero ammazzata. Ero disperata, ho anche pensato di buttarmi dalla finestra. Il mio telefono era scarico e lo avevano preso loro”.

Secondo il racconto della vittima, ad un certo punto l’uomo “palestrato” l’aveva presa con la forza e sbattuta sul letto. “Con una mano mi ha tappato la bocca e ha cercato di violentarmi, ma non ci è riuscito perchè sono stata male”. Alla fine l’uomo più magro aveva convinto i complici ad aprire la portaAlle 17 la donna era fuggita, ma era stata seguita da uno degli imputati.

Nel cercare di uscire si era ritrovata prima in un sottoscala, e poi con un cancello chiuso davanti a sé. Quando finalmente aveva trovato la via d’uscita, era riuscita a chiedere aiuto ad una famiglia che stava entrando in un palazzo vicino. L’uomo che la seguiva se n’era andato.

In aula, solo due dei tre imputati si sono difesi, sostenendo di essere stati raggiunti al tavolo del locale da “una ragazza sexy”. “Pensavamo lavorasse lì“, ha spiegato oggi il 40enne romeno, “tanto che poi è andata sul palco a ballare. Durante l’esibizione si è tolta i vestiti. Poi è tornata da noi al tavolo e ci ha chiesto cosa avremmo fatto dopo la chiusura. Le abbiamo detto che saremmo andati a casa mia e lei ha voluto venire con noi“.

Nella sua requisitoria, il pm Messina ha invece ritenuto il racconto della vittima “credibile, dettagliato e preciso”. C’è anche la documentazione medica che attesta le lesioni riportate compatibili con un tentativo di violenza sessuale. E la donna ha riconosciuto gli imputati dalle foto che le erano state mostrate.

Sulla posizione del 36enne romeno che è stato assolto, il pm ha parlato di “zona grigia”: “da un lato, dalle dichiarazioni della vittima, sembrava averla difesa, dall’altro sembrava che la esortasse a cedere agli altri due. Una posizione poco chiara“. Non d’accordo con la richiesta di assoluzione del pm, l’avvocato Viola, secondo la quale l’uomo era comunque responsabile, non avendo aiutato la 45enne ad uscire da quella situazione.

La motivazione della sentenza sarà depositata entro 90 giorni.

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