Condannato a Mantova per un furto a Spineda: carcere e nuovo processo per lo stesso fatto
L'avvocato dell'imputato ha richiamato il principio giuridico del “ne bis in idem” che vieta di giudicare una persona due volte per lo stesso fatto
Deve scontare quattro anni di reclusione in seguito ad una condanna per furto di un’auto commesso nel cortile di un’abitazione di Spineda nel dicembre del 2019. L’ordine di carcerazione, eseguito lo scorso 22 aprile dai carabinieri di Casalmaggiore, è stato emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura di Mantova, ma l’imputato, per lo stesso fatto, ha un processo pendente a Cremona, e il principio giuridico del “ne bis in idem” vieta di giudicare una persona due volte per lo stesso fatto, una volta divenuta definitiva la sentenza.
Lo ha fatto sapere l’avvocato Santo Maugeri, legale dell’imputato, un 46enne pregiudicato. Nel processo di Cremona, il legale aveva già chiesto la messa alla prova. In seguito all’arresto, l’avvocato Maugeri ha chiesto al magistrato la scarcerazione del suo assistito, che si trova in carcere a Cremona, o comunque una misura meno afflittiva come gli arresti domiciliari, avendo il 46enne una famiglia e un lavoro. “Il mio cliente ha capito di aver sbagliato”, ha detto il legale. A settembre, quando si tornerà in aula a Cremona, l’avvocato Maugeri farà presente che il 46enne non può essere giudicato due volte per lo stesso fatto, e farà valere il principio del “ne bis in idem”.

Sette anni fa il proprietario dell’abitazione di Spineda era rientrato a casa in auto, lasciando il veicolo nel cortile con le chiavi inserite. Dopo pochi minuti, uscendo di nuovo, aveva notato un uomo mettersi alla guida della sua vettura e allontanarsi. All’interno dell’auto si trovavano anche il portafoglio con documenti e denaro contante.
Presentata immediatamente la denuncia, quella stessa sera una pattuglia dei carabinieri di Scandolara Ravara aveva intercettato il 46enne alla guida del mezzo a San Martino del Lago, in frazione Cà de Soresini, denunciandolo per il furto e recuperando sia il veicolo che il portafoglio rinvenuto nell’abitacolo.
Il tribunale di Mantova aveva pronunciato condanna nel giugno 2023, ma la competenza, essendosi il reato consumato a Spineda, appartiene a Cremona.