Cronaca

Picchiata quando era incinta. "Non è vero, mai aspettato un figlio": la vittima ritratta

A processo per maltrattamenti c'è un giovane marocchino. Davanti ai giudici, la moglie 21enne ha sostenuto che quanto dichiarato ai carabinieri erano bugie

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Nell’aprile del 2025 era rimasta incinta, ma il marito l’aveva colpita con pugni e calci sulla pancia e lei aveva perso il bambino. E’ una delle dichiarazioni che una 21enne marocchina aveva fatto mettere a verbale in sede di denuncia presso i carabinieri. Ma era tutto falso. Oggi in aula, nel processo per maltrattamenti contro il marito, la ragazza lo ha rivelato ai giudici. “Non sono mai stata incinta”.

Così come non era vero che lui l’aveva presa per il collo cercando di strozzarla e lei aveva rischiato di cadere dal sesto piano. Tutte bugie raccontate ai carabinieri perchè lui voleva lasciarla. “Mi hanno convinta i miei genitori e le mie amiche a denunciarlo e a dire quelle cose”.

La giovane marocchina, in Italia dal 2023, regolare sul territorio, aveva conosciuto l’imputato in Marocco dove si erano sposati nel luglio del 2024. “Ci siamo sposati per amore”, ha raccontato la giovane in aula attraverso l’interprete. L’italiano non l’ha ancora imparato. La famiglia di lei, però, non era d’accordo che si sposasse con il connazionale, in quanto avrebbe voluto farla sposare a qualcuno di più benestante. Per un periodo, l’imputato aveva lavorato in nero facendo il parrucchiere, e poi aveva trovato un posto come magazziniere.

In aula la 21enne ha raccontato di liti di coppia perchè lui usciva con gli amici e faceva tardi, mentre lei era contraria. “Sì, una volta mi ha colpita con un pugno, mentre nel mezzo di un’altra lite mi ha dato uno schiaffo”. Ma la denuncia sporta all’epoca dei fatti racconta ben altro.

A parte due episodi in cui sarebbe stata picchiata quando era incinta, entrambi negati, ce n’è un altro in cui lui le avrebbe rotto il naso. Anche in questo caso lei ha raccontato un’altra storia. “Stavamo litigando e io urlavo, e lui mi ha tappato la bocca con la mano perchè non voleva che i vicini sentissero“. Peccato che quella volta era andata al pronto soccorso dove i medici le avevano riscontrato un trauma facciale e fratture alle ossa nasali.

Un giorno lui aveva invitato a casa un amico con una ragazza, e la 21enne si era arrabbiata. “Volevo andare via di casa, urlavo, e lui mi ha lanciato addosso il telefono, colpendomi sulla guancia”.

Attualmente la giovane ha affittato una stanza dalla nonna di una delle sue amiche e lavora in un’azienda in provincia di Brescia. Il marito, nei suoi confronti, ha ancora la misura del divieto di avvicinamento. “Siamo ancora sposati”, ha detto lei, rispondendo alle domande dei giudici. “Vorrei continuare a stare con lui“.

Si torna in aula il prossimo 9 giugno.

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