Cultura e spettacoli

Peter Erskine Trio a Cremona: jazz acustico e storie di musica in un concerto unico

All'Auditorium del Museo del Violino, il Peter Erskine Trio ha adattato il repertorio in tempo reale, regalando emozioni al pubblico cremonese senza amplificazione

Il servizio di CR1
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Per il secondo appuntamento con la rassegna CremonaJazz, all’Auditorium del Museo del Violino è andato in scena il concerto del Peter Erskine Trio che ha incantato il pubblico cremonese con un repertorio adattato all’ultimo momento dopo l’assenza del sassofonista Bob Mintzer che si era infortunato nei giorni scorsi. Un fuori programma che non ha fermato gli artisti che hanno riadattato la scaletta all’ultimo momento senza snaturare la serata. La batteria di Erskine, il pianoforte di Alan Pasqua e il contrabbasso di Darek Oles hanno dato forma a una serata costruita tra brani originali e riletture, in un dialogo costante con il pubblico.

Prima di salire sul palco, Peter Erskine ha raccontato il significato di suonare a Cremona, il rapporto con lo spazio e il modo in cui nasce una scaletta: “È un onore suonare qui. In realtà non avevo mai suonato a Cremona, quindi è la mia prima volta. Sono emozionato: questo è il luogo di così tanti strumenti incredibili, è davvero il centro dell’universo musicale, sicuramente per la musica classica. Noi portiamo un po’ di jazz e siamo felici di poter suonare in questa sala così bella”.

Il concerto era nato per un quartetto. “Il nostro sassofonista, il grande Bob Mintzer, ha avuto un infortunio: è caduto qualche giorno fa, è stato operato alla mano e non ha potuto unirsi a noi per questo tour – ha raccontato Erskine –. Così abbiamo rapidamente adattato il repertorio alla formazione in trio. Io, Alan e Darek abbiamo suonato molte volte insieme, quindi abbiamo semplicemente scelto brani che conosciamo bene. Un concerto è come raccontare una storia: ha un inizio, una parte centrale e una fine. La scaletta nasce da quello che sentiamo funzionare, da ciò che crea un buon flusso e lascia al pubblico qualcosa da ricordare”.

Non c’è un brano preferito agli altri dall’iconico batterista, che, ammirando l’Auditorium, lascia anche trasparire qualche emozione per la serata cremonese “Tutti quelli che suoneremo stasera. È per questo che partiamo dalla California e arriviamo fin qui: perché il pubblico è speciale. Non riesco a pensare a un’altra sala da concerto come questa. Suoniamo senza impianto di amplificazione, tutto è naturale, acustico. L’impianto serve solo per gli annunci. In un certo senso stiamo rispettando una tradizione, qui a Cremona, suonando in modo acustico una musica che spesso viene amplificata. Ma davvero, amo suonare ogni brano”.

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