Che musica Maestri! Al Ponchielli la Berliner Philharmoniker fa il pieno di applausi
Lo spettacolo chiude la stagione concertistica al teatro cittadino. 12 violoncellisti per un viaggio tra Piazzolla e Morricone
Cosa può unire Bach (in salsa carioca) alle strepitose colonne sonore di Ennio Morricone?
La risposta l’hanno trovata gli spettatori che ieri sera, al Teatro Ponchielli di Cremona, hanno avuto il piacere e l’onore di ascoltare il concerto dei 12 violoncellisti della blasonata Berliner Philharmoniker.
Una “scatenata dozzina” di musicisti, tanto bravi che definirli tali rischia quasi di essere riduttivo: interpreti completi, incantatori dell’archetto che, in un’ora e mezza di spettacolo (o poco più), hanno stregato il teatro cittadino.
Di ampio respiro il programma portato all’ombra del Torrazzo, articolato in due parti.
Nella prima, alcune arie di classica pura e quasi “tradizionale”, tutte appartenenti alla letteratura musicale del Novecento: dalla prima composizione delle Bachianas Brasileiras di Heitor Villa-Lobos (uno strano ma efficace connubio tra l’arte di Bach e i ritmi brasiliani) ai “paesaggi” parigini di Vincent Scotto e Henri Bourtayre, passando per Fratres dell’estone Arvo Pärt.
Particolarmente apprezzata dal pubblico la seconda parte del concerto, dedicata alle note di celebri colonne sonore.
Qui gli spettatori hanno ritrovato capolavori – arrangiati per violoncello – come La strada di Nino Rota, dal film premio Oscar di Federico Fellini, e L’uomo con l’armonica da ‘C’era una volta il West’, firmata, ça va sans dire, da Ennio Morricone. A chiudere il programma due perle di Astor Piazzolla: Adios Nonino e Fuga y Misterio.
A fare gli onori di casa, al termine del primo brano, il primo violoncello Ludwig Quandt.
“Per noi è la seconda volta a Cremona – ha raccontato in inglese al pubblico –, lo scorso anno eravamo al Museo del Violino; è però la prima nel vostro teatro, ed è davvero bellissimo”.
Per Quandt si tratta di un ritorno dal sapore amarcord: nel 1993, proprio nella città della musica, vinse il prestigioso “Premio Stradivari” al concorso internazionale “Roberto Caruana”; nello stesso anno divenne primo violoncello solista dei Berliner Philharmoniker.
“Cremona è famosa nel mondo per Antonio Stradivari, per i suoi violini e per i suoi violoncelli… E, beh, eccoci qui”, ha aggiunto mostrando con orgoglio il proprio strumento, accolto da un sincero applauso.
Lo spettacolo ha chiuso in bellezza la stagione concertistica del Teatro Ponchielli.
“È stata una stagione meravigliosa – afferma il soprintendente Andrea Nocerino –. Sono molto emozionato di vedere sul palcoscenico i dodici violoncelli dei Berliner Philharmoniker: il teatro è pieno, è una serata di festa all’insegna della grande musica. Sono felice di constatare che abbiamo creato un percorso che continuerà nei prossimi anni e che il nostro pubblico ha seguito, permettendoci di incontrare anche nuovi spettatori”.
“Ringrazio tantissimo l’amministrazione comunale – aggiunge –, i fondatori del Teatro Ponchielli, tutti i soci e i nostri sponsor che credono in questo progetto. Non è piaggeria: è una visione di città che fa del lavoro culturale e del suo effetto moltiplicatore un elemento identitario”.
“È stata una stagione ricca di spunti: iniziata con un concerto profondissimo e di grande riflessione con l’Orchestra della Rai, e conclusa con la festa dei Berliner Philharmoniker. Abbiamo intercettato molte linee, grandi solisti. Una stagione che ha mostrato cosa significa fare grande musica e cosa significa ricevere sensazioni a cui siamo sempre meno abituati: quelle che non necessitano di un supporto visivo, che richiedono un ascolto diverso da quello imposto dalla nostra quotidianità fatta di vortici di tempo, smartphone e scadenze”.
Al termine, diversi minuti di applausi a scena aperta e due bis: Libertango di Piazzolla e – tra il serio e il faceto – il tema della Pantera Rosa, “ricamato” con fischiettii, tocchi sullo strumento e qualche risata.
Un concerto da godersi a pieno: occhi chiusi, orecchie aperte, cuore spalancato. E un arrivederci alla prossima stagione.