Cronaca

"Io, comparsa per il Diavolo veste Prada 2: sul set con Streep e Tucci"

Il racconto di una comparsa (a sorpresa) nel film del momento

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Era il 27 settembre 2025. La settimana della moda di Milano in pieno svolgimento: sfilate, presentazioni e appuntamenti. Foto, video, volti noti e ospiti. La voce della presenza della produzione hollywoodiana a Milano de “Il Diavolo veste Prada 2” circolava ma a quella notorietà di attori è tutto un detto -non detto, vero-non vero.
Di certo non mi sarei mai aspettata che, durante lo show di Dolce&Gabbana al Teatro Metropol, sarebbero arrivati in prima fila Miranda Priestley e Nigel.
Direttamente dalla rivista “Runway”. Ovvero – per chi non lo sapesse – Meryl Streep e Stanley Tucci. 

Ma, andiamo con ordine: sono Federica Bandirali, seguo la moda da anni e anni. E l’inizio delle sfilate – si sa – è sempre in ritardo.
Quindi la mezzora canonica di ritardo allo show al Metropol non mi ha stupito più di tanto. E invece, i minuti passavano e restavano vuoti due posti in prima fila. E c’erano già tutti seduti, da Naomi Campbell a Anna Wintour. Letteralmente due secondi prima che si spegnessero le luci in sala ecco entrare una moltitudine di persone con maxi fari, telecamere e strumentazioni da set. E poi loro. Meryl Streep e Stanley Tucci.

Oddio era proprio Miranda, il personaggio che tutti in fondo conosciamo e di cui abbiamo sentito parlare. Quella che ci ha fatto sorridere e riflettere ne “Il Diavolo veste Prada 2”. E così ho capito che ero finita nelle riprese di quello che sarebbe stato (ed è) il film dell’anno, il più atteso. Arrivato nelle sale il 29 aprile.
Loro erano seduti in prima fila, io in seconda, ma di fronte a loro.

E via di foto, video, manda all’amica, ai colleghi, alla mamma, al fidanzato.  Hanno guardato lo show e tutti ci chiedevamo se era finzione o realtà. L’applauso finale alla collezione e poi loro, Stefano e Domenico cha arrivano a prenderli e li portano nel backstage. Si vede tutto nel film. In una scena (lunga anche) tra quelle girate a Milano.

Esserci è stato bello, inaspettato e quindi ancora più bello. Ed eccomi qui:

Il mio ruolo? Quello di tutti i giorni, la giornalista.

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