Cronaca

Caso Kebab: in Appello cade la rapina. Pena ridotta ai gemelli albanesi

I giudici di Brescia hanno condannato gli imputati a un anno e cinque mesi per tentata violenza privata. Revocata l'espulsione disposta nel primo giudizio

Via Guarneri del Gesù
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Caduto in Appello il reato di rapina per i gemelli albanesi di 19 anni condannati in primo grado a Cremona il 13 ottobre scorso a due anni, sette mesi e 200 euro di multa per tentata rapina e lesioni al titolare del negozio di kebab di via Guarneri del Gesù. I giudici di Brescia hanno riqualificato i fatti in tentata violenza privata, riducendo la pena a un anno e cinque mesi. Inoltre è stata revocata l’espulsione che il Tribunale di Cremona aveva disposto nel primo giudizio. La motivazione sarà depositata entro 90 giorni.

I due imputati, assistiti dai legali Guido Priori e Marco Soldi, sono ristretti ai domiciliari con il braccialetto elettronico. L’episodio risale al 26 febbraio del 2025. La stessa sera del fatto i due ragazzi erano stati arrestati insieme ad un 15enne italiano. I tre, insieme ad altri amici, tra cui una ragazza, stavano tornando da una festa di compleanno. Avevano bevuto molto. Poi erano entrati nel locale dove c’era stata una discussione con il commerciante che si era rifiutato di fare andare in bagno il minorenne. Il pakistano lo avrebbe afferrato per un braccio ed era nata la colluttazione alla quale aveva preso parte anche uno dei gemelli.

L’avvocato Soldi

Secondo l’accusa originaria, il loro intento sarebbe stato quello di rubare il denaro della cassa, non riuscendoci. Al titolare, che aveva riportato cinque giorni di prognosi per un trauma facciale, sarebbe stato intimato di consegnare i soldi, mentre la ragazza, che avrebbe incitato gli altri a picchiare la vittima, si sarebbe impossessata di alcune bottiglie di birra portandole via dal frigorifero. Quando un passante era entrato nel negozio per soccorrere il pakistano, i giovani si erano dati alla fuga.

Già in primo grado, il pm Francesco Messina non aveva ritenuto provata la rapina, tanto che aveva chiesto l’assoluzione, mentre aveva chiesto la condanna per le lesioni riportate dall’esercente.

“Non è sicuro”, aveva detto il pm nella sua requisitoria, “che gli avessero chiesto dei soldi. Dal video si sentono gli imputati offrirgli dei soldi in modo provocatorio per poter accedere al suo bagno. Il titolare non parla bene l’italiano, e non è escluso che abbia capito male“.

L’avvocato Priori

Il negoziante aveva riferito che i ragazzi erano entrati nel locale per chiedergli di andare in bagno. “Venivano spesso a usare il bagno senza comprare niente, e ho detto di no”. A quel punto l’avrebbero aggredito in due, poi qualcuno aveva staccato la corrente e al buio era spuntato un terzo ragazzo che gli avrebbe chiesto i soldi. “Dammi i soldi”, era la frase ricordata dal commerciante, che aveva escluso un’offerta di denaro da parte dei giovani per andare in bagno, ma che nello stesso tempo non ricordava la richiesta di consegnare loro l’incasso. “Ero confuso“, aveva detto, avevo il sangue sulla fronte, ero stato picchiato e poi minacciato con un coltello”.

L’uomo aveva riferito di essere stato malmenato da due o tre persone e che l’aggressione era durata dai due ai cinque minuti. All’interno del kebab era entrata anche la ragazza che era con il gruppo. Sarebbe stata lei ad aprire il frigorifero e a portare via alcune bottiglie di birra. Ma l’esercente non si ricordava.

“Sono molto soddisfatto in merito alla riqualificazione del reato”, ha commentato l’avvocato Soldi. “Finalmente è stata provata l’insussistenza del delitto predatorio originariamente contestato e che ha portato all’arresto in flagranza e alla applicazione della misura cautelare. Con il deposito della motivazione valuteremo se presentare ricorso per Cassazione, tenuto conto che ad oggi la pena risulta già quasi interamente scontata“.

Soddisfatto per la riqualificazione del reato anche il collega Priori: “che non ci fosse la rapina è sempre stato un punto fermo della linea difensiva. Non c’era richiesta economica, non c’era violenza per rubare alcunchè. Più corretta e centrata la valutazione di tentata violenza privata che purtroppo è scaturita in quel litigio con lesioni per il proprietario del kebab. L’attenuazione della gravità ha portato anche all’esclusione dell’espulsione a fine pena. Poi quanto ai dettagli, alle aggravanti e ai motivi della riqualificazione attendiamo di leggere e di valutare la motivazione della sentenza”.

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