Maltrattò la moglie per cinquant'anni: 79enne rinviato a giudizio
Secondo l'accusa, l'anziano avrebbe percosso la vittima nel corso di banali discussioni, sferrandole schiaffi al volto e minacciandola di morte. Va a processo
Avrebbe maltrattato la moglie in un arco temporale di cinquant’anni: dagli anni ’70 fino al maggio del 2025. Un 79enne cremonese è stato rinviato a giudizio dal gup e andrà a processo il prossimo 30 novembre. L’uomo è assistito dall’avvocato Giancarlo Rosa.
Secondo l’accusa, l’anziano avrebbe percosso la moglie nel corso di banali discussioni, sferrandole schiaffi al volto e minacciandola di morte. “Ti ammazzo, ti taglio il collo”, le avrebbe intimato. La frequenza dei maltrattamenti sarebbe avvenuta una volta ogni trenta o quaranta giorni nel corso di tutta la convivenza matrimoniale, durata cinquant’anni. Dallo stato di famiglia, i due risultano ancora insieme.

A sporgere denuncia erano stati i carabinieri in base alle testimonianze acquisite. Sempre secondo l’accusa, l’imputato, il 3 maggio del 2025, avrebbe colpito la moglie con alcuni pugni alla testa, minacciandola ancora di morte. Sentita all’epoca dei fatti, la vittima non aveva voluto denunciare il marito. “I pugni sulla testa me li ha dati piano, non mi ha fatto male”, aveva affermato la donna.
Davanti al giudice, l’avvocato Rosa ha sostenuto “l’assenza degli elementi costitutivi del reato”, basandosi anche sulle testimonianze, come ad esempio quella della parrucchiera, che aveva detto di non essere al corrente di episodi di violenza e che aveva parlato di “persone tranquille”, o quella della figlia della coppia, che aveva riferito di non sapere nulla di episodi di vessazioni, aggiungendo che l’ultima discussione tra i due era legata ad un decadimento cognitivo dell’imputato.