Strepitoso Servillo: in Cattedrale, "le voci di Dante" sono da standing ovation
Il pluripremiato attore e regista partenopeo ha fatto tappa a Cremona con lo spettacolo scritto insieme a Giuseppe Montesano
Una lingua “capace di suonare la musica della mente“, fatta di tante voci che diventano orchestra. Un’orchestra che, “nell’immenso, invoca le briciole e nelle briciole invoca l’immenso“.
Sono tante, tantissime le “Voci di Dante”, raccontate – anzi narrate – magistralmente da Toni Servillo, in un tour che ieri ha fatto tappa nella Cattedrale di Cremona, con una serata attesissima e sold out.
Il progetto, realizzato dal Piccolo Teatro di Milano, in collaborazione con Agenzia Teatri e con il sostegno di Fondazione Monte di Lombardia, vede come protagonista il blasonato e premiatissimo attore e regista partenopeo, su un testo scritto con Giuseppe Montesano, in un reading da togliere il fiato.
Servillo, davanti all’altare, nel buio di una Cattedrale illuminata solo alle colonne, sotto gli occhi attenti del Cristo Pantocratore, illumina la sera con le parole del Sommo Poeta e della sua Commedia.
L’attore non interpreta soltanto Dante: lo re-interpreta, alla luce di un presente legato a doppio filo con il passato, in un continuo cerchio di cambiamenti e ritorni, staticità e metamorfosi.
In poco più di un’ora di rappresentazione Servillo alterna così la lettura di alcuni tra gli endecasillabi più celebri della letteratura e del ‘teatro dantesco’ con riflessioni e riferimenti letterari, biblici, antichi e moderni.
Ti prende per mano, ti accompagna nelle viscere del tuo e del nostro inferno e ti riporta su, da Beatrice, per tornare “a riveder le stelle”.
La scelta di non scegliere degli ignavi – i tiepidi, che non possono morire perché non hanno mai vissuto – e il coraggio di Ulisse, il “cuore in gola che batte al ritmo dell’Eros” di Francesca e l’amore puro alle porte del Paradiso: una voce, tante voci.
“Le parole che gridano e cantano nella ‘Commedia’ non le ha dette Messer Dante o Messer Alighieri, ma le hanno dette Beatrice, Ulisse, Virgilio, Ugolino Francesca e le infinite voci dei personaggi che parlano nel suo poema – ha raccontato Servillo -. E lui non è intrappolato in nessuna delle voci della Commedia, ma allo stesso tempo tutte le voci e i pianti della Commedia sono suoi. Perché attraverso i personaggi è sempre lui che c’è, sempre lui che ci parla come un ventriloquo di Dio“.
Uno spettacolo dove l’emozione è palpabile e da cui si esce quasi frastornati.
Una rappresentazione che è già pronta a proseguire il suo cammino verso le Chiese e Cattedrali di Brescia, Vigevano, Bergamo, con chiusura in pompa magna l’11 maggio nel Duomo di Milano.
Cremona, però, nel frattempo ha risposto ‘presente’: al termine, standing ovation.



