Soresina: tra le polemiche passa in Consiglio la variante per il metanodotto
Acceso botta e risposta mercoledi sera tra le ragioni del sindaco Tirloni e del segretario comunale Benzoni e le obiezioni del centrosinistra e di ProSoresina
Approvata con un solo voto di scarto la delibera consigliare che mette un altro tassello alla realizzazione del discusso impianto di biometano in località Persicana. Via libera dunque al vincolo preordinato all’esproprio, con dichiarazione di pubblica utilità, dei terreni sotto cui dovrà passare il metanodotto a servizio dell’impianto di biometano proposto dalla Snam. Un progetto contestato da almeno un anno, con tanto di diffide, raccolta firme, esposto in procura, mobilitazione dei residenti e costituzione di un comitato che dopo un incontro con Ats Val Padana aveva sollevato la necessità di un parere sanitario sull’impianto, richiesta suffragata da 350 firme.
Un argomento che mercoledi sera in sala consigliare ha mobilitato decine di residenti e che ha visto il netto scontro tra le tesi dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Tirloni e quelle dei consiglieri di minoranza Carboni, Panighetti e Galbignani del centrosinistra e di Rava e Fortunato, del gruppo ProSoresina.
Il segretario comunale Valerio Benzoni ha illustrato le ragioni per cui era necessario il passaggio consigliare, citando l’articolo 42 del testo unico degli enti locali, in quanto si va ad incidere sul Pgt. La conferenza dei servizi – ha detto – che ha già approvato l’impianto, ha confermato la pubblica utilità dell’opera e la sua conformità urbanistica ma la delibera consigliare aggiunge qualcosa in più: la richiesta alla Snam di fornire gli elementi grafici per documentare il passaggio del metanodotto nella cartografia comunale, in modo da avere traccia anche nel futuro delle zone gravate da asservimento.
Le prime obiezioni del centrosinistra sono arrivate dal consigliere Roberto Carboni che ha motivato le ragioni tecnico urbanistiche per cui il coinvolgimento del consiglio comunale non sarebbe necessario: si tratta – ha detto in sostanza- di una modifica cartografica, non di una variante al Pgt, come se si volesse dare un suggello politico ad una questione esclusivamente tecnica. Trattandosi di un impianto energetico, è già implicita la pubblica utilità e di consguenza l’asservimento dei terreni. “Credo che il passaggio consigliare sia una forzatura, si vuole responsabilizzare i consiglieri senza che ve ne sia il bisogno. Vi siete voluti appropriare politicamente della decisione di fare il biometano”.
“Non ci stiamo appropriando di niente, stiamo ribadendo quello che la legge dice” ha replicato il sindaco Alessandro Tirloni citando le norme legislative che definiscono le opere di carattere energetico come di pubblica utilità e con carattere indifferibile e urgente. “E la competenza consigliare c’è, come ha spiegato il segretario, perchè c’è la variante cartografica”.
Fortemente contrario alla delibera anche Roberto Rava: “Lei sindaco sta dicendo che questa cosa deve passare dal consiglio; io non sono tanto d’accordo, ma sto a quello che dice il segretario”, ha detto, ponendo poi la questione in termini estremi: “Se tutti votassimo no, questa variante non passerebbe, quindi non passerebbe il metanodotto, quindi l’ufficio tecnico avrebbe autorizzato un impianto che doveva essere collegato a un metanodotto che doveva essere autorizzato dal Consiglio Comunale. E’ questa la cosa che non sta in piedi perché la politica prima decide e poi gli uffici tecnici vanno di conseguenza. Da questo punto di vista mi sembra molto debole che si vada a deliberare una variazione in cui si è costretti a dire sì. Per questo basta l’ufficio tecnico”.
Ha ripercorso l’intero iter della vicenda del biometano la consigliera Stefania Panighetti: “Qui si sta infliggendo una ferita alla città, non stiamo discutendo solo di un atto tecnico. Per mesi ci è stato detto – anche dal Sindaco – che questa era una questione puramente tecnica, sulla quale il Consiglio non sarebbe intervenuto. Oggi è evidente il contrario: la questione è politica e la responsabilità viene portata in quest’aula. Di fatto, si sta chiedendo al Consiglio di assumersi una decisione che altri non vogliono assumere fino in fondo e questo emerge chiaramente anche dalla richiesta di SNAM e dal ruolo che viene attribuito al Consiglio.
“Perché oggi, al netto dei rilevanti profili giuridici già evidenziati anche nelle diffide ricevute, viene attribuito a questo Consiglio il potere – enorme di poter incidere, di fatto, sul futuro dell’impianto di biometano in via Persicana?”
Quanto alla modifica urbanistica, “da un lato si afferma che il progetto comporta una variante al Pgt dall’altro si sostiene che è conforme al Pgt vigente. Sono affermazioni incompatibili: o è conforme, oppure serve una variante. Se questo punto non è chiarito, non è chiaro nemmeno cosa stiamo votando. E deliberare un esproprio in queste condizioni significa esporsi a responsabilità dirette“, ha detto tra l’altro, aggiungendo poi altri dubbi legati al progetto tra cui i possibili conflitti dell’impianto con la prevista tangenziale sud.
“Questa delibera presenta molti aspetti critici” ha aggiunto Rava, citando il mancato superamento di alcune criticità (Provincia di Cremona, per la tagenziale; Aspm e Telecom), arrivate dopo la chiusura della conferenza dei servizi e che quindi Snam non ha recepito. “La gestione di questa procedura è stata fatta in modo molto approssimativo; stiamo votando senza un parere legale sulla diffida”. Il consiglio – sostiene il capogruppo di Pro Soresina- avrebbe dovuto discutere prima dell’impianto e non dopo la procedura tecnica.
Sul finale, botta e risposta acceso tra lo stesso Rava e Tirloni circa l‘opportunità di ripercorrere la vicenda biometano fin dai suoi esordi, pur non essnedo questo un argomento all’ordine del giorno.