Politica

Ex asilo via Navaroli, Ceraso interroga il Comune: "Valorizzare la struttura"

L'interrogazione della consigliera Ceraso mira a evitare il degrado dell'immobile, proponendo la sua riqualificazione come centro di aggregazione sociale per il quartiere

Maria Vittoria Ceraso
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Che fine farà la storica sede dell’Asilo Nido di via Navaroli, che in vista dell’ormai prossimo completamento del nuovo Polo per l’Infanzia in via dei Classici, finanziato dai fondi Pnrr, si avvia a concludere la sua attuale funzione educativa?

A chiederselo è la consigliera comunale Maria Vittoria Ceraso (Oggi per domani), che a questo proposito ha presentato un interrogazione in consiglio.

“Un passaggio cruciale che non può e non deve tradursi in un abbandono dell’immobile, ma che deve diventare l’occasione per restituire al quartiere Po uno spazio rigenerato e vivo” sottolinea.

Con il documento presentato, vuole “sollecitare la Giunta su una programmazione tempestiva e partecipata per il futuro della struttura di via dei Navaroli. L’esperienza di altre strutture dismesse in città ci insegna che il degrado e le occupazioni improprie si combattono solo con la pianificazione e la continuità d’uso”.

Insomma, secondo Ceraso “l’edificio di via dei Navaroli, con la sua disposizione al piano terra e le aree verdi, ha una vocazione naturale per attività sociali e di aggregazione. Non possiamo permetterci di lasciare un simile patrimonio inutilizzato, specialmente in un momento storico in cui il tessuto associativo cremonese soffre per la cronica mancanza di sedi e spazi operativi”.

Con l’interrogazione chiede quindi “chiarezza immediata sulle intenzioni dell’Amministrazione per fare in modo che l’immobile resti un bene comune a disposizione della collettività, da assegnare attraverso un bando per il Terzo Settore preceduto da una Manifestazione di Interesse  per mappare le necessità delle  associazioni che cercano casa e per selezionare progetti di qualità che portino nuovi servizi nel quartiere. Tutto questo non può prescindere dall’ascolto dei residenti.

La nuova destinazione non deve essere calata dall’alto ma sarebbe opportuno avviare un percorso di co-progettazione che veda protagonisti il Comitato di Quartiere e i cittadini, affinché lo spazio risponda ai bisogni reali di chi vive la zona ogni giorno” conclude Ceraso.

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