Cultura e spettacoli

Sala Puerari gremita per Vera Gheno: “Importante riflettere sul concetto di normalità”

Alcuni momenti della presentazione
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Vasta partecipazione di pubblico per la presentazione di “Nessunə è normale”, della sociolinguista Vera Gheno, svoltosi sabato pomeriggio in Sala Puerari a Cremona. Un evento promosso dalla conferenza delle Donne Democratiche e ai Giovani Democratici del PD, in collaborazione con il Comune. Un volume che pone in primis una riflessione: cosa significa “normale”?

A introdurre l’incontro è stata Giorgia Cipelletti, dopo i ringraziamenti portati dall’assessora Marina Della Giovanna, per conto del sindaco Andrea Virgilio. A moderare la presentazione è stata invece Elisa Mancinelli, della Conferenza provinciale delle Donne Dem.

“Si parte da un tentativo di analisi storica del concetto di normalità, cioè com’è che la parola stessa, normale, nel corso del tempo abbia assunto questo significato, o meglio, come mai nel tempo ciò che non è normale è diventato anche di serie B” spiega Vera Gheno. “Quindi qualcosa non solo meno usuale, ma anche di seconda categoria. Inoltre, come faccio spesso nei miei libri, ho portato tanti esempi, anche pratici, della contemporaneità, in modo che le persone possano rendersi conto di quanto la questione riguardi davvero tutti”.

Scopo del libro è quindi quello di decostruire il concetto di normalità, definendolo una costruzione sociale, culturale e spesso arbitraria. Sostiene che non esiste un unico modello universale e che ciò che viene definito “normale” è spesso uno strumento di esclusione usato per emarginare chi non rientra negli standard dominanti.

“Quello che in questo caso cerco di spiegare è come il concetto di normalità, che è sacrosanto per certi versi che ci sia in una società civile, sia diventato una sorta di clava sociale” sottolinea ancora Gheno. “Qualcosa che poi viene usato per interi settori della società per discriminarla o ancora meglio per giustificare una serie di discriminazioni a cui quella parte della società può trovarsi esposta”.

Oggi più che mai, secondo l’autrice, risulta importante riflettere su queste tematiche, in quanto “iniziamo a avere una certa consapevolezza della varietà umana e di come non tutte le persone abbiano stessi diritti in questa società. Per questo è fondamentale lavorare su questi temi, con la consapevolezza che ogni persona all’interno di una società contribuisce poi a creare lo spirito del tempo che contraddistingue la società stessa. Quindi possiamo agire in prima persona per far sì che la società diventi un posto più comodo da vivere per tutte le persone” conclude l’autrice.

 

 

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