La comunità di Chiesa parrocchiale dei Ss. Fermo e Rustico si è stretta venerdì 8 maggio attorno alla figura di don Franco Perdomini, scomparso mercoledì scorso all’età di 96 anni. Nel pomeriggio, la chiesa si è riempita di fedeli, amici e sacerdoti per l’ultimo saluto a quello che era considerato, insieme a don Sesto Bonetti, il decano del clero cremonese.
Le esequie sono state presiedute dal vescovo Antonio Napolioni, affiancato dal vescovo emerito Dante Lafranconi e dal vicario generale don Antonio Mascaretti, originario proprio di Caravaggio. Presenti anche numerosi sacerdoti della diocesi, tra cui i preti attualmente in servizio nella parrocchia cittadina guidata da monsignor Giansante Fusar Imperatore.
Accanto ai familiari di don Perdomini hanno partecipato alle celebrazioni il sindaco di Caravaggio, Claudio Bolandrini, e moltissimi parrocchiani che negli anni hanno condiviso con lui un importante tratto di vita pastorale e umana.
Particolarmente significativa la presenza di tanti uomini e donne cresciuti negli anni in cui don Franco fu vicario a Caravaggio, dal 1954 al 1973. Un periodo lungo quasi vent’anni, durante il quale il sacerdote lasciò un segno profondo nella comunità, accompagnando generazioni di giovani nel loro percorso di fede e di crescita personale.
Dopo l’esperienza pastorale di Caravaggio, don Perdomini si dedicò agli studi filosofici e all’insegnamento a Milano, continuando a mettere al centro del proprio ministero la formazione culturale e spirituale delle persone.
Il clima della celebrazione è stato caratterizzato da raccoglimento e gratitudine: il ricordo di don Franco è emerso nelle parole dei celebranti e nei volti commossi dei presenti, testimonianza dell’affetto e della stima che il sacerdote aveva saputo costruire nel corso della sua lunga vita dedicata alla Chiesa e alla comunità.