Foto e testi per raccontare gli Anni di Piombo in Europa: la mostra all'Istituto Ghisleri
A portare avanti l'iniziativa studenti e docenti, con l'obiettivo di raccontare il presente
Un periodo buio per l’intero continente, segnato da due decenni di terrore e violenze.
Sono gli anni di piombo, che tra gli anni Settanta e Ottanta hanno lasciato una ferita profonda in Italia e in tutta Europa, con un bilancio complessivo di oltre 3.500 vittime. A colpire furono gruppi di estrema destra, estrema sinistra o movimenti nazionalisti, con attacchi di forme e modalità differenti.
Attentati mirati, azioni politiche o industriali, stragi contro i civili: l’obiettivo era uno solo, seminare paura.
Per ricordare quegli anni drammatici, l’Istituto Ghislieri di Cremona ha organizzato una mostra autoprodotta di testi e fotografie, dedicata ai diversi Paesi oggetto di studio: Italia, Spagna, Francia e Irlanda del Nord.
“È il frutto del nostro impegno come docenti e di quello dei nostri studenti come classe – spiega Elena Finardi, docente di lingua spagnola al Ghislieri e referente del progetto –. L’idea è stata quella di osservare il fenomeno attraverso lo sguardo degli storici contemporanei, ovvero di chi ha pubblicato negli ultimi dieci-quindici anni. Gli anni di piombo non sono stati un fenomeno esclusivamente italiano, ma europeo. Lo dimostrano anche i nostri studenti che oggi frequentano l’università: sono contenti di aver conosciuto questo periodo, magari attraverso uno spaccato“.
“Abbiamo pensato – aggiunge la collega Antonella Capelli – che alcuni eventi storici, che spesso nemmeno riusciamo ad affrontare nei programmi di storia, debbano comunque essere conosciuti, o almeno contestualizzati. Abbiamo quindi analizzato gli anni di piombo, il terrorismo in Europa e in Italia, lo stragismo, ma anche il terrorismo delle Brigate Rosse con gli attentati mirati e quello francese”.
“Abbiamo visto – prosegue – come spesso esistessero collegamenti tra le diverse realtà: ad esempio, il terrorismo francese aveva legami con le Brigate Rosse. L’obiettivo era offrire una panoramica di questa pagina oscura che ha coinvolto più Paesi europei – Irlanda, Spagna, Francia e Italia – per mettere gli studenti a contatto con questa realtà storica“.
La scelta del periodo non è casuale: il 9 maggio si celebra la Giornata dell’Europa e si commemorano i 48 anni dal ritrovamento del corpo di Aldo Moro. Un’occasione per non dimenticare e per stimolare la curiosità e la consapevolezza delle nuove generazioni.
“I ragazzi che hanno visitato la mostra hanno dimostrato un interesse particolare – conferma Capelli – soprattutto perché si tratta di una storia che spesso non conoscono e che invece si presta a diventare uno spunto di riflessione”.
“Come si insegna un tema così complesso anche ai ragazzi sotto i 14 anni? Trovando il canale comunicativo adatto – aggiunge in merito Finardi –. I programmi di storia spesso obbligano i docenti a concentrare tutto il Novecento nell’ultimo anno, senza il tempo necessario per approfondire. Ma non esiste un’età precisa per affrontare gli anni di piombo: se ne può parlare anche alle elementari”.
“La cosa fondamentale – prosegue – è saper comunicare con studenti e studentesse. La mostra è visitata all’interno dell’istituto da ragazzi dai 14 ai 19 anni, e tutto il materiale esposto è confluito in un grande PDF. Un archivio a disposizione dei colleghi di tutte le discipline – storia, diritto, lingue straniere – che potranno utilizzarlo negli anni come materiale didattico”.
“È un grande lavoro a mosaico – conclude la professoressa – in cui ognuno contribuisce con un tassello”.