Cremona, centinaia di adesioni provinciali alla Giornata della Legalità
Commercianti e pubblici esercizi del territorio hanno esposto nelle proprie attività la locandina della campagna
Sono state centinaia anche nella provincia di Cremona le attività commerciali che hanno aderito alla tredicesima edizione della Giornata nazionale “Legalità, ci piace!”, promossa da Confcommercio per richiamare l’attenzione sul tema della sicurezza, della legalità e della tutela delle imprese regolari.
In occasione dell’iniziativa, commercianti e pubblici esercizi del territorio hanno esposto nelle proprie attività la locandina della campagna, come segno concreto di attenzione verso i valori della legalità, della sicurezza urbana e del commercio regolare.
Una ricerca dell’Ufficio Studi Confcommercio -presentata questa mattina a Roma- fotografa un quadro preoccupante: nel 2025 l’illegalità è costata alle imprese del commercio e dei pubblici esercizi circa 41 miliardi di euro, mettendo a rischio 284mila posti di lavoro regolari.
Tra i fenomeni che incidono maggiormente sul sistema economico figurano abusivismo commerciale, contraffazione, taccheggio, cybercriminalità e criminalità diffusa. Secondo l’indagine, oltre sei imprese del commercio su dieci dichiarano di subire episodi di taccheggio, mentre quasi nove attività su dieci hanno investito in sistemi di sicurezza come videosorveglianza e antifurto. Cresce inoltre la percezione di insicurezza: il 29% delle imprese del terziario ritiene che la sicurezza sia peggiorata, mentre quasi un imprenditore su tre teme che la propria attività possa essere colpita da episodi criminali.
“Parliamo di numeri che non possono lasciare indifferenti – sottolinea Andrea Badioni, presidente di Conf com Provincia di Cremona – perché dietro questi dati ci sono imprese che ogni giorno fanno i conti con costi aggiuntivi, investimenti obbligati in sicurezza, danni economici e un clima di crescente preoccupazione. Pensiamo solo al fenomeno del taccheggio, che ormai riguarda oltre sei attività commerciali su dieci, oppure all’abusivismo e alla contraffazione che penalizzano quasi sette imprese su dieci attraverso concorrenza sleale e perdita di competitività”.
Badioni richiama anche il legame tra commercio e sicurezza urbana: “La presenza dei negozi è un elemento fondamentale per la vivibilità delle città. Un’attività aperta significa luce, presidio, relazioni sociali, controllo spontaneo del territorio. Non è un caso che la maggioranza degli imprenditori intervistati associ la chiusura dei negozi all’aumento di degrado, vandalismi e microcriminalità. Quando una saracinesca si abbassa non perdiamo solo un’impresa: perdiamo un punto di riferimento per il quartiere e un presidio di sicurezza”.
Il presidente di Conf com Provincia di Cremona evidenzia inoltre come il tema riguardi direttamente anche il futuro dei centri urbani e del commercio di prossimità: “Le cittàpercepite come insicure diventano meno attrattive, si riducono frequentazione, consumi e investimenti. Per questo il tema della legalità non riguarda soltanto le Forze dell’Ordine o le istituzioni, ma coinvolge l’intera comunità. Difendere il commercio regolare significa difendere lavoro, coesione sociale e qualità della vita”.
Nel corso della manifestazione nazionale, il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli ha ribadito come sicurezza e legalità rappresentino condizioni essenziali per la libertà d’impresa, la crescita economica e la competitività dei territori.