Cronaca

Giornata Nazionale del Mal di Testa, Gennuso: “Fondamentale approccio multidisciplinare”

Grande partecipazione per l'incontro svoltosi alle Ancelle: un momento per evidenziare i progressi nelle terapie e l'importanza di una diagnosi precoce

L'incontro
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Un pubblico attento ha seguito l’incontro svoltosi alla casa di cura Ancelle della Carità di Cremona in occasione della Giornata Nazionale del Mal di Testa, proprio per richiama l’attenzione sull’importanza di una diagnosi precoce e di percorsi terapeutici adeguati.

Durante l’incontro si è parlato di diagnosi e trattamento delle principali forme di cefalea e delle opportunità offerte dal centro, come ha spiegato Michele Gennuso, responsabile dell’Ambulatorio di II Livello Cefalee e responsabile Riabilitazione Neurologica Specialistica della clinica.

“Questa patologia viene troppo sotto-diagnosticata e sottovalutata” sottolinea. “Nel mondo circa un miliardo di persone soffre di cefalea e molto spesso alcuni non hanno mai fatto neanche una visita da un neurologo per inquadrare bene questo tipo di problema”.

Le forme di cefalea sono diverse, e “la più frequente è sicuramente l’emicrania. Ne soffrono una donna su cinque e un uomo su dieci” continua il medico. “È importante avere una diagnosi corretta, in modo da trovare delle terapie efficaci e specifiche che possano prevenire la cronicizzazione, che significa un aumento in termini di frequenza, intensità e durata degli attacchi. Ma è importante anche per evitare l’abuso dei farmaci, nonché quella sintomatologia magari ansiosa o depressiva che spesso si può associare in coloro che soffrono di questa patologia”.

Fondamentale è quindi l’approccio terapeutico, che “deve essere innanzitutto multidisciplinare” continua il Gennuso. “Nella nostra casa di cura, dove abbiamo un ambulatorio di secondo livello, in cui i neurologi lavorano con gli infermieri e i fisioterapisti proprio per garantire questo approccio”.

Da un punto di vista terapeutico, peraltro, si sono fatti passi avanti: “In passato l’emicrania veniva curata spesso con farmaci sintomatici che non erano legati alla patogenesi. Adesso, grazie alle recenti scoperte, ci sono farmaci che agiscono proprio sui protagonisti del dolore e della sindrome emicranica tra cui gli anticorpi monoclonali o i gepanti, farmaci che devono essere dispensati da ambulatori di secondo livello e che possono ridurre in maniera importante e significativa la frequenza, l’intensità e la durata degli attacchi” conclude Gennuso.

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