Politica

Padania Acque, Cenicola: “Nessun inciucio, da sempre equilibrio trasversale”

Cenicola critica le uscite pubbliche interne al partito, sottolineando "l'importanza del rispetto delle regole e della governance collettiva per il bene del partito stesso"

Padania Acque

Si allarga la spaccatura all’interno del partito Fratelli d’Italia sulla vicenda delle liste per il collegio dei revisori di Padania Acque e per l’accordo stipulato dai vertici del partito con il Pd nel presentare una lista unitaria.

A intervenire è ora Mauro Cenicola, vice presidente provinciale del partito. “Ritengo necessario intervenire per ristabilire un principio fondamentale che dovrebbe sempre guidare l’azione politica all’interno di una comunità seria e responsabile: il rispetto del partito, delle sue regole, dei suoi organismi e del confronto interno” attacca, in una nota.

“Assisto invece, con crescente rammarico, a continue uscite pubbliche caratterizzate più dalla ricerca di visibilità personale, dal protagonismo e dalla vanità politica che dalla reale volontà di contribuire a una discussione costruttiva. Portare sistematicamente sulla stampa questioni che dovrebbero trovare naturale sede negli organi di partito non rafforza il dibattito democratico: lo indebolisce e, soprattutto, danneggia l’immagine del partito stesso e della sua classe dirigente territoriale.

Le reazioni scomposte e incomprensibili registrate in queste ore appaiono ancor più sorprendenti se riferite a dinamiche assolutamente normali e consolidate relative alla governance della principale società pubblica del territorio”.

Nulla di nuovo sotto il sole, insomma, secondo il rappresentante politico. “Da oltre vent’anni, infatti, la gestione di Padania Acque è caratterizzata da un equilibrio trasversale tra esponenti riconducibili al centrodestra e al centrosinistra. Una situazione nota a tutti e mai realmente messa in discussione” spiega ancora.

Basti ricordare che già oggi il Presidente del CdA è in quota Lega, mentre l’Amministratore Delegato è stato indicato dal Partito Democratico; allo stesso modo, da almeno due mandati, anche Fratelli d’Italia è rappresentata all’interno della governance attraverso un proprio esponente indicato nella medesima lista condivisa.

Per questo motivo risulta francamente difficile comprendere dove sarebbe oggi il presunto “inciucio”. Si arriva addirittura a gridare allo scandalo per un organo di controllo composto da professionisti qualificati semplicemente perché la Lega non ha accettato il sacrosanto principio della rotazione degli incarichi, ostinandosi a sostenere una figura che da lustri ricopre quel ruolo.

Occorre inoltre avere il massimo rispetto per i sindaci, che rappresentano i veri azionisti di questa società pubblica e che, con responsabilità e serietà amministrativa, hanno il dovere di individuare persone competenti e professionisti qualificati, indipendentemente dal credo politico di appartenenza. Ridurre tutto a una polemica di partito significa mortificare il ruolo delle amministrazioni locali e svilire la qualità del lavoro svolto da chi quotidianamente è chiamato a governare i territori.

La sensazione è che alcune prese di posizione abbiano ben poco a che fare con principi o coerenza politica e siano invece motivate da dinamiche di riposizionamento personale. Del resto, colpisce che oggi si ergano a custodi della purezza politica figure che in passato hanno legittimato senza esitazioni nomine e incarichi nelle disponibilità del centrodestra assegnati a esponenti del PD.

Serve oggi maggiore serietà e soprattutto la capacità di volare alto. Fratelli d’Italia, forte del grande consenso che raccoglie quotidianamente tra i cittadini, ha il dovere di essere protagonista delle principali partite del territorio con responsabilità, autorevolezza e schiena dritta.

È un compito dal quale non possiamo sottrarci e rispetto al quale non possono prevalere personalismi, polemiche sterili o operazioni mediatiche utili soltanto a indebolire il partito e chi, con impegno quotidiano, ne rappresenta valori, identità e credibilità sul territorio” conclude Cenicola.

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