Ceraso: tassa di soggiorno e navetta con Orio al Serio, qualcosa non quadra
La capogruppo di “Oggi per Domani” Maria Vittoria Ceraso riprende il recente annuncio dell’attivazione di un collegamento diretto tramite bus navetta tra Cremona e lo scalo aeroportuale di Bergamo Orio al Serio, con avvio previsto per il 1° giugno 2026.
“Si tratta di traguardo fondamentale per l’accessibilità turistica di Cremona”, aggiunge Ceraso che chiede al titolare della delega al turismo, l’assessore Luca Burgazzi, quale sia la fonte di finanziamento principale annunciata in un primo momento nell’imposta di soggiorno.
“Ad oggi però non risultano pubblicate determine dirigenziali che quantifichino l’esatto onere finanziario a carico del bilancio comunale – aggiunge ceraso – per l’anno corrente e qual è l’impegno del Comune rispetto anche a specifiche attività di comunicazione e marketing territoriale per garantire che il servizio sia adeguatamente pubblicizzato presso i flussi turistici internazionali in arrivo allo scalo di Bergamo.
“Se per ora non c’è alcuna traccia dell’utilizzo della tassa di soggiorno per finanziare la navetta Orio al Serio risulta invece dal recente rendiconto che l’Amministrazione ha utilizzato il 10% della stessa per finanziare la festa dell’ultimo dell’anno. La Giunta ne ha giustificato l’utilizzo, per un importo di 30.706,69 euro per il 2024 e 46.428,00 euro per il 2025, sostenendo che a Capodanno c’è il “tutto esaurito” negli hotel e che la festa potenzia l’offerta turistica.
“Ma una festa con DJ set in piazza è, nei fatti, un evento di intrattenimento sociale per i residenti e per il territorio di prossimità. Chi arriva dai paesi vicini non pernotta e non paga l’imposta di soggiorno. La Corte dei Conti ribadisce costantemente che non basta che una spesa sia genericamente legata alla cultura o all’intrattenimento per essere finanziata con la tassa di soggiorno. Deve esistere un nesso di causalità diretto tra la spesa e il beneficio per il turismo.
Ma è noto che il flusso turistico che storicamente interessa Cremona nel periodo invernale è prevalentemente veicolato da pacchetti strutturati di tour operator legati al turismo culturale, artistico e museale (liuteria, Museo del Violino, Torrazzo ecc.), un target di pubblico del tutto divergente rispetto a quello intercettato dall’evento di piazza basato su DJ set”.
Per questo con un’interrogazione a risposta orale la consigliera ha chiesto di mostrare i dati ufficiali dell’Osservatorio Turistico sul “tutto esaurito” tra il 31 e il primo dell’anno nelle strutture ricettive e di spiegarci quali strumenti statistici o di tracciamento siano stati usati per dimostrare che in piazza c’erano turisti e non solo cittadini cremonesi. Investire quasi 80.000 euro in due anni per una sola notte non crea alcuna destagionalizzazione per i mesi di “vera magra” come gennaio e febbraio. Risorse così ingenti incassate con la tassa di soggiorno vanno usate per servizi come i collegamenti aeroportuali, e non volatilizzate in poche ore di musica”.