Cronaca

Kokedama per sostenere la ricerca contro il cancro: il progetto a Casa Medea

L'iniziativa messa in campo grazie all'unione tra l'associazione cremonese, Rotaract e Brainy, che si occupa di raccogliere fondi per la ricerca sui tumori cerebrali

"Coltiviamo la ricerca" a Casa Medea
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Una giornata a contatto con la natura, dove il giardinaggio si unisce a un obiettivo benefico.
Si chiama Coltiviamo la ricerca il progetto portato avanti da diversi anni dall’associazione Brainy, impegnata nella raccolta fondi a favore della ricerca sui tumori cerebrali.
Un’iniziativa ormai rodata che per la prima volta approda in terra cremonese grazie alla collaborazione con Rotaract e Medea, che ha messo a disposizione la sua casa-giardino di via Ca’ del Ferro.

Nel corso della giornata di sabato i partecipanti hanno acquistato piccole piantine e, con l’aiuto dei volontari, le hanno trasformate utilizzando la tecnica giapponese del kokedama: terriccio, muschio, un filo di cotone e, soprattutto, tanta generosità: il ricavato, infatti, è stato devoluto in beneficenza.

“‘Coltiviamo la ricerca’ e la kokedama sono un progetto che si basa sulla condivisione – spiega Gianluca Cividini, cofondatore di Brainy e vicepresidente del Rotaract di Bergamo –. A livello simbolico, la forma sferica richiama quella del cervello, oggetto della ricerca di Brainy ETS, ma rappresenta anche una metafora perfetta: la pianta cresce nel tempo, affondando le radici in un terreno fertile grazie ai volontari, alle organizzazioni partner e ai donatori, che permettono al progetto di ricerca di svilupparsi e di essere sostenuto”.

La collaborazione tra le associazioni nasce da una conoscenza comune che ha fatto da collante tra gruppi diversi per storia e provenienza, ma uniti da un obiettivo condiviso: sostenere la ricerca contro il cancro.

“Vedere così tanti giovani con la voglia di lavorare e di fare qualcosa per gli altri è una cosa che ti riempie il cuore, anzi te lo fa scoppiare di gioia – commenta con soddisfazione Maurizio Lanfranchi, presidente di Medea –. Poter dare una mano alla ricerca su tumori che non trattiamo direttamente qui è davvero bellissimo”.

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