Cronaca

Commessa molestata da questuante. La testimonianza in aula: “Ho ancora paura di lui”

L'imputato, un nigeriano, deve rispondere di stalking. In aula, la vittima, dipendente del supermercato Coop di via Del Sale, lo ha riconosciuto

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Volevo essere lasciata in pace. Avevo paura di lui e ce l’ho ancora“. E’ la sofferta testimonianza di una 62enne cremonese, dipendente del supermercato Coop di via Del Sale, vittima di atti persecutori da parte di un 37enne nigeriano che nel settembre del 2025 era stato arrestato dalla polizia. Oggi la donna ha testimoniato in aula riparata da un paravento per non incrociare lo sguardo dell’imputato.

La commessa ha raccontato di essere stata sistematicamente molestata verbalmente, importunata e anche seguita dal nigeriano, che aveva assunto nei suoi confronti atteggiamenti minacciosi e aggressivi. Comportamenti che erano cominciati due mesi prima che l’uomo finisse in arresto.

Lui chiedeva l’elemosina davanti al supermercato“, ha spiegato la donna, “e quando gli ho detto che non gli avrei mai dato nulla ha cominciato a prendermi di mira. Continuava a guardarmi, mi insultava nella sua lingua, mi seguiva, quando entrava a comprare alcolici mi sbatteva la roba sulla cassa”. “Io sono il tuo padrone e devi fare quello che dico io, tu non puoi parlare perchè sei donna“, le aveva detto.

“Tante persone”, ha raccontato la 62enne, “non sono più venute a fare la spesa perchè erano importunate e avevano paura. Lui dava fastidio nei parcheggi e anche nell’ascensore, seguiva le persone anziane fino a che non gli davano qualcosa”.

“Quando andavo alla macchina ero quasi sempre da sola”, ha aggiunto la vittima. “Il primo settembre, quando sono uscita, lui ha cominciato a urlare e mi ha seguito nel parcheggio sotterraneo. Lì si è abbassato i pantaloni e si è toccato. Poi si è avvicinato all’auto, io mi sono chiusa dentro e mi sono messa a gridare, ma non c’era nessuno”.

Una volta risalita, la donna era scesa dall’auto per controllare se l’uomo fosse ancora nei paraggi. E in effetti lui era ancora lì ad insultarla. “Per fortuna è arrivato un ragazzo che si è messo in mezzo tra me e lui e io ho chiamato la polizia”. Per quell’episodio, la 62enne era stata colta da un attacco di panico.

Avevo paura di una sua reazione“, ha raccontato la donna, che si era chiusa in casa. “Quando sono tornata al lavoro, per due mesi mi sono fatta accompagnare alla macchina. Quell’uomo mi ha sempre fatto molta paura“. In aula il paravento è stato spostato solo per permettere alla vittima di vedere l’imputato e di riconoscerlo. “Sì, è lui“, ha confermato la donna.

A suo tempo, il nigeriano, arrestato dalla polizia in seguito alla segnalazione della vittima, aveva negato le molestie, dicendo di stazionare fuori dal supermercato per aiutare i clienti che escono con la spesa e che devono riporre il carrello. Il 37enne, privo di permesso di soggiorno e con problemi di natura psichiatrica, prima di finire in carcere dormiva in alloggi di fortuna o da conoscenti.

L’imputato è assistito dall’avvocato Gianluca Monti. Altri testimoni saranno sentiti nell’udienza del prossimo 13 luglio.

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