Chi lavora sul Po a lezione di salvataggio dagli esperti delle Canottieri
Il corso vuole rendere consapevoli gli operatori del rischio di caduta accidentale nelle acque del fiume e quali comportamenti attuare per rimanere in sicurezza
Dalla necessità di rendere consapevoli tutti gli operatori che lavorano vicino al Fiume Po, come Aipo, dei rischi di una caduta accidentale in fiume, ecco il corso organizzato dall’associazione per il nuoto in Po.
Tra Canottieri Baldesio, in piscina, e il grande fiume, una giornata dedicata alla teoria e alla pratica in diverse situazioni: dalla messa in sicurezza di una persona priva di sensi, passando per massaggio cardiaco e pratica in acqua.
Alberto Lancetti, presidente di AssoPo: “Il corso vuole renderli consapevoli del rischio di caduta accidentale in Po e quali comportamenti attuare ed adottare per rimanere in sicurezza e trarsi in salvo da questo evento che può sicuramente essere traumatico”.
Gli scenari sono molteplici, tutti spiegati nel dettaglio dall’istruttore Fin Riccardo Lancetti ai presenti. Prosegue Alberto Lancetti, fratello di Riccardo: “Abbiamo visto le diverse cause che possono portare alla caduta come un colpo di sole o di calore per l’estate, passando per l’ipotermia per l’inverno e la gestione del malcapitato, sia che esso sia cosciente e attivo sia che perda conoscenza magari a causa di un trauma cranico o di una ferita o altri motivi, per esempio un calo di zuccheri eccetera. Quindi abbiamo visto gli scenari più ampi possibili di cosa può succedere”.
La mattinata si è aperta con una sessione di esercitazione in piscina, durante la quale i partecipanti hanno affrontato la prova test federale della Federazione Italiana Nuoto per la valutazione delle abilità acquatiche. L’obiettivo: verificare che ciascun candidato possedesse le competenze necessarie per mettersi in salvo autonomamente in caso di caduta in acqua.
Nel pomeriggio, le attività si sono spostate sulle rive del Po, dove la teoria appresa in aula ha lasciato spazio alla pratica. Sono state condotte numerose simulazioni di caduta accidentale nel fiume, articolate in scenari differenti e con approcci diversificati, per analizzare i comportamenti corretti da adottare — tanto da parte della persona in difficoltà quanto da parte di un eventuale soccorritore. Un dettaglio fondamentale: quest’ultimo non è un professionista del soccorso, ma un semplice collega che si trova ad assistere alla scena.
La giornata si è conclusa con un momento di confronto collettivo. Protagonisti delle simulazioni e osservatori hanno condiviso la propria esperienza, tracciando insieme un bilancio di quanto vissuto. Una sintesi essenziale, pensata per fissare nella memoria dei partecipanti quelle poche, decisive azioni che — in una situazione reale — possono fare la differenza tra la vita e la morte.