Cronaca

Concorrenza illecita e calunnia, cadute le accuse. Assolto il tassista Giovanni Carrera

Nessuna responsabilità è stata attribuita al 73enne cremonese che era stato accusato da un collega. Per l'imputato, il pm aveva chiesto una pena di tre anni

Giovanni Carrera
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Assolto “perchè il fatto non sussiste”: così il Tribunale ha deciso per Giovanni Carrera, il 73enne tassista cremonese finito a processo con le accuse di calunnia e illecita concorrenza con minaccia o violenza. Per l’imputato, il pm Giannangelo Maria Fagnani aveva chiesto una pena di tre anni e il sequestro del mezzo.

Secondo l’accusa, il 5 marzo del 2025, davanti alla stazione di Cremona, Carrera non avrebbe rispettato l’ordine di arrivo dei taxi presenti, caricando un cliente che spettava invece al primo tassista della fila. Uno dei colleghi che aveva assistito alla scena, Catalin Cornovac, 47 anni, romeno, rappresentante della categoria alla Cna Trasporti di Cremona, si era avvicinato all’auto di Carrera per fargli le sue rimostranze.

Lui ha abbassato il finestrino con fare minaccioso“, aveva raccontato il romeno. “Chi ti conosce?, gli avrebbe detto Carrera, “chi sei tu per dirmi cosa devo fare?, io sono qui da quarant’anni e tu sei appena arrivato, non puoi darmi delle regole, ti faccio vedere chi sono io, io ti rovino”. Il 47enne sarebbe stato anche apostrofato con insulti razzisti: “romeno di m…”, la frase che Carrera avrebbe pronunciato. “Il tutto è durato una quindicina di secondi”, aveva spiegato il 47enne. “Poi lui ha fatto un gesto come per colpirmi e se n’è andato”.

Come testimone era stato chiamato anche l’uomo che Carrera aveva caricato davanti alla stazione. “Conosco Carrera di vista”, aveva detto il cliente. “Ho preso il suo taxi un paio di volte, ma non siamo amici e non ci frequentiamo. Quel giorno lui era in stazione. Gli ho chiesto se era libero e mi ha detto di sì. Mi sono accomodato dietro, ma poi l’ho sentito discutere con un altro tassista. Ho visto un braccio entrare dal finestrino che cercava di colpire Carrera, ma da dietro non avevo una grande visuale“.

In aula, Cornovac aveva spiegato di aver spesso visto Carrera lavorare al di fuori degli orari stabiliti dal regolamento comunale e di averlo denunciato alla polizia locale più di dieci volte. “Lui non usa il pos per i pagamenti con le carte di credito e distribuisce biglietti da visita, ma non si può fare, è vietato. Uno di quei biglietti l’aveva dato anche a mio nipote, dicendogli ‘dì a tuo zio che se ha bisogno di lavorare mi chiami’”.

Il 73enne cremonese aveva anche l’accusa di calunnia, in quanto avrebbe incolpato il romeno, pur sapendolo innocente, di averlo colpito con pugni in testa e sulla mano, costringendolo a rifugiarsi all’interno del suo taxi per proteggersi dall’aggressione.

Carrera si era presentato dai carabinieri il 6 marzo e aveva presentato una denuncia orale contro il collega. Il 15 marzo il romeno aveva denunciato Carrera in Questura. Il 15 aprile il 73enne era tornato dai carabinieri per integrare la denuncia-orale, sostenendo di essere stato colpito con pugni in testa e sulla mano dall’altro tassista sul piazzale. Ai militari aveva riferito di essersi visto costretto a rifugiarsi nel suo taxi per proteggersi dall’aggressione che gli aveva procurato una distorsione del rachide cervicale: 10 giorni di prognosi, prolungata di 30 giorni dal medico curante. Calunnia, per l’accusa. “Mai avuto scontri fisici col collega“, aveva giurato Cornovac.

Io non faccio parte di nessun consorzio, non ho capi, mi invidiano perché ho molto lavoro”, aveva detto Giovanni Carrera fuori udienza. Nella sua requisitoria, il pm ha parlato di “accesa rivalità e di acredine tra i due tassisti“, e di “atteggiamento sfidante, arrogante e minaccioso” dell’imputato, definendo la sua versione dei fatti “inverosimile”.

Di tutt’altro tenore è stato il racconto illustrato nell’arringa dei due difensori, gli avvocati Marco Soldi e Paolo Bregalanti. “La calunnia non esiste, e per quanto riguarda la concorrenza illecita, mancano gli elementi costitutivi del reato: la minaccia e la violenza”.

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