Cronaca

Truffe sempre più sofisticate: “Attenti ai finti carabinieri”

Il maresciallo Ordinario Davide Cariello incontra la cittadinanza di Pizzighettone: “Oggi le truffe colpiscono persone di tutte le età”

L'incontro con Carabinieri e sindaco
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Partecipato incontro nel saloncino del Centro Culturale di via Garibaldi a Pizzighettone per la serata pubblica “Furti e truffe: difendersi è possibile”, promossa dai Carabinieri in collaborazione con il Comune. Ad aprire l’incontro il sindaco Luca Moggi.

Relatore il maresciallo Capo Davide Cariello, comandante della stazione dei Carabinieri di Pizzighettone, che ha illustrato episodi realmente accaduti sul territorio e nei comuni vicini.

Durante la serata sono state spiegate le tecniche più utilizzate dai truffatori: dai falsi tecnici di acqua e gas che chiedono di mettere da parte oro e denaro, fino alle telefonate dei finti carabinieri, poliziotti, agenti di polizia locale o avvocati che parlano di incidenti o arresti di parenti per ottenere soldi facendo leva sulla paura.

Il maresciallo Cariello ha ribadito alcuni importanti campanelli d’allarme: le forze dell’ordine non chiedono mai denaro ai cittadini, né effettuano richieste insolite come controllare oro, gioielli o contanti presenti in casa. Inoltre, quando operano in borghese, non si presentano mai da sole ma sempre con personale in uniforme e auto di servizio riconoscibili. In caso di dubbi o situazioni sospette il consiglio è quello di non fidarsi immediatamente e verificare sempre chiamando il 112.

Richiamati anche alcuni episodi avvenuti recentemente nel parcheggio del supermercato Famila di Pizzighettone, dove alcuni malintenzionati distrarrebbero le persone con richieste di informazioni mentre un complice ruba borse o oggetti dalle auto.

Spazio infine anche alle nuove truffe digitali: falsi SMS bancari, link fraudolenti, richieste di bonifici istantanei e messaggi WhatsApp come “Mamma, ho perso il telefono”, spesso realizzati anche con strumenti di intelligenza artificiale.

Nel finale l’invito ai cittadini ad “essere un po’ investigatori”, ha spiegato, ricordando come anche una semplice parte di targa possa aiutare rapidamente le indagini.

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