L’enciclica di Leone XIV sulla AI, Noci: “La tecnologia non va fermata, ma governata”
Il prorettore del Politecnico di Milano sottoline l'importanza di un governo responsabile dell'intelligenza artificiale per evitare un futuro di diseguaglianze e rischi
Un vero e proprio allarme, quello lanciato dal Pontefice con la pubblicazione della prima enciclica dedicata alle opportunità, ma anche ai rischi della diffusione dell’intelligenza artificiale. Nel lungo testo inviato ai Vescovi, quasi 36.000 parole, Leone XIV invita a riconoscere le AI come una tecnologia che farà sempre più parte della nostra esistenza e che per questo deve essere governata per evitare disparità e disumanizzazione.
Necessità su cui concorda il prorettore del Politecnico di Milano, Giuliano Noci: “Il Santo Padre ha avuto il merito di mettere al centro il fatto che la tecnologia non può essere fermata ma deve essere considerata al servizio della vita umana.
“Noi abbiamo bisogno di un salto di competenze, perché in fondo l’intelligenza artificiale ci sostituirà in alcune mansioni esecutive e noi verremo nobilitati, perché non saremo più chiamati a fare fatica ma saremo chiamati a pensare e ad avere responsabilità, quindi per certi versi un’opportunità di innalzamento del capitale umano”.
Lei sul “Sole24Ore”, scrive che non sparirà il lavoro manuale, sparirà una certa idea di lavoro, verrà travolto chi userà l’intelligenza artificiale come stampella della propria mediocrità.
“Un mediocre riproduce schemi preordinati e si comporta come se fosse un algoritmo di fatto, esegue sempre le stesse cose rimanendo in un recinto. Questo lo farà molto bene l’intelligenza artificiale. Quello che invece a noi dovrà essere richiesto è, uno, porsi le domande giuste, due, dare gli obiettivi giusti all’intelligenza artificiale che poi produrrà azioni e analisi su cui noi dovremo prenderci la responsabilità di ritenere l’output corretto o meno”.
C’è anche un problema di disuguaglianza e di potere concentrato in poche mani.
“Questa è una grande sfida, uno degli elementi che il Santo Padre mette al centro, il fatto che ci siano le cosiddette sette Big Tech, sette aziende americane, da Nvidia, Google, Meta, Microsoft e alle altre, che hanno una capacità di investimento nettamente superiore a quella di singoli stati.
“Evidentemente lasciare in mano ai privati una leva così potente di trasformazione è pericoloso. Ed è per questo che noi dobbiamo sperare che quanto prima Stati Uniti e Cina, che sono le due superpotenze dell’intelligenza artificiale, trovino una chiave di governo comune, così come durante la Guerra Fredda l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti la trovarono per le tecnologie nucleari”.