Cremona in festa per il Pride: tutti uniti contro discriminazioni e per i diritti civili
La terza edizione del Cremona Pride ha unito cittadini e istituzioni per difendere diritti e dignità delle persone LGBTQIA+, in un messaggio di inclusione e orgoglio
Visibilità, orgoglio e lotta contro ogni forma di discriminazione, è questo il messaggio della terza edizione del Cremona Pride. Il corteo ha attraversato le strade del centro storico della città per dare voce ad un bisogno concreto, dare alle persone LGBTQIA+ l’occasione di celebrare la propria esistenza, troppo spesso messa in discussione, osteggiata e minacciata.
Massimiliano Masperi, presidente Cremona Pride: “Continuare a lottare non solo per portare avanti i diritti e battaglie di uguaglianza, ma anche per resistere e per non lasciare che si facciano passi indietro su questo tema. L’abbiamo visto, ahimè, con questo governo è diventata una questione anche importante presidiare quei diritti che sono già stati consolidati perché non sono dati per scontati.”
Al Pride hanno voluto far sentire la loro voce anche le istituzioni, che hanno ribadito come il pluralismo sia una ricchezza e non un decadimento.
Matteo Piloni, consigliere regionale Pd: “C’è chi va in piazza per dire ci siamo solo noi e chi invece con il Pride va in piazza per dire ci siamo anche noi. Ecco, io sto con chi va in piazza a dire ci siamo anche noi. È necessario farlo ed è importante che le istituzioni ci siano perché le istituzioni non sono di qualcuno ma sono di tutti.”
Roberto Mariani, presidente della Provincia di Cremona: “Abbiamo il dovere di garantire a tutti i cittadini gli uguali diritti e credo che la partecipazione sia una forma di rispetto civile e di rispetto per le persone e rispetto del nostro ruolo istituzionale.”
Andrea Virgilio, sindaco di Cremona: “Un corteo molto partecipato da tantissime persone, da tanti giovani, da tante famiglie. Credo che questo sia un bellissimo messaggio per la città. Noi dobbiamo includere, dobbiamo parlare di diritti, dobbiamo fare in modo che questa città sia sempre di più una città aperta.”
Silvia Granata, sindaco di Castelvetro: “Lei mi ha portato in un mondo che io non conoscevo ma che non è questo. È il mondo dei giovani che non hanno confini, che non hanno limiti, che guardano la comunità, i bisogni e la gente con un occhio che noi non abbiamo più, non abbiamo forse mai avuto. La felicità di un figlio, di una comunità, di un’identità è uno dei primi fondamenti su cui deve basarsi un sindaco sicuramente.”
Bianca, figlia del sindaco Granata: “Tutto quello che ha detto lo condivido pienamente, sono contentissima. Io faccio parte del comitato che è una presenza involontaria, sono contentissima che ci siano le istituzioni a sostenerci e sono contentissima che oltre alle istituzioni la città si stia svegliando e stia dando un segnale positivo”.