Omar Yaghi a Cremona: il Nobel per la chimica incontra studenti e docenti
In un evento unico, il Nobel Yaghi ha presentato la sua ricerca sull'estrazione di acqua dall'aria, promettendo cambiamenti radicali per le comunità aride nel mondo
La Sala Bonomelli di Cremona ha ospitato un evento straordinario: Omar M. Yaghi, Premio Nobel per la chimica 2025, ha tenuto una conferenza dal titolo “Finding water in a place no one thought to look” ovvero “trovare acqua in un posto dove nessuno aveva pensato di cercare” rivolta a studenti e docenti della città. L’intervento e la discussione si sono svolti interamente in lingua inglese, a testimonianza della vocazione internazionale dell’iniziativa.
L’incontro, organizzato con il patrocinio del Comune di Cremona e del Liceo “Manin”, ha offerto al pubblico l’occasione di ascoltare dalla viva voce di Yaghi la storia della chimica reticolare e delle sue applicazioni più promettenti: in primo luogo la capacità di estrarre acqua dall’aria anche in ambienti aridi, una tecnologia che potrebbe cambiare le condizioni di vita di milioni di persone nel mondo.
Omar Yaghi, premio Nobel per la chimica nel 2025 spiega così la sua scoperta: ” Verso la metà degli anni ’90, abbiamo scoperto un modo di assemblare molecole, i mattoni fondamentali della vita e di tutto ciò che ci circonda, sia vivente che non vivente. Le utilizziamo come mattoncini Lego per creare nuove forme di materia, e questi nuovi materiali presentano una grande porosità. Racchiudono moltissimo spazio.
In effetti, uno spazio così ampio che in un grammo di materiale — non più grande di una zolletta di zucchero — è possibile contenere una superficie paragonabile a quella di un intero campo da football. Per questo motivo, questi materiali sono diventati estremamente importanti per catturare la CO₂ dall’atmosfera. E nel 2014 abbiamo scoperto che, in realtà, è possibile estrarre acqua dall’aria desertica per produrre acqua potabile pulita, utilizzando soltanto la luce solare ambientale come fonte di energia per raccogliere l’acqua dall’aria”.
La preside del Liceo Manin Maria Grazia Nolli ha voluto ringraziare pubblicamente la professoressa Ghezzi e il professor Proserpio per aver reso possibile un evento di tale portata, sottolineando quanto sia raro per una scuola italiana poter dialogare direttamente con un Premio Nobel a pochi mesi dall’assegnazione del riconoscimento.
Proprio il professor Proserpio, docente di chimica alla Statale di Milano, ha condiviso il palco con Yaghi e ha raccontato la loro connessione: ” Nel 1992 eravamo due giovani ricercatori ad inizio carriera ad una scuola Internazionale di Cristallografia in Sicilia, a Erice. Ci siamo conosciuti, grazie ad un comune amico, e da allora siamo rimasti sempre in contatto perché lavoravamo alle stesse cose con idee simili. Lui ovviamente con le potenzialità di ricerca negli Stati Uniti mi ha superato”