Primi lavori di restauro per la chiesa di San Gregorio: un gioiello da riscoprire
Il restauro della chiesa di San Gregorio a Cremona coinvolge la comunità in un progetto che riscopre e valorizza un patrimonio culturale e spirituale unico
Un primo lotto di lavori che segna una tappa importante per la chiesa di San Gregorio e della Santissima Trinità tra Corso Pietro Vacchelli e XX Settembre a Cremona, un luogo caro alla comunità e ricco di storia, che torna progressivamente a nuova vita grazie agli interventi di restauro.
“Intanto, a questa chiesa sono molto affezionati quelli che abitano da queste parti, e poi perché è una chiesa che nasconde tantissimi tesori – ha spiegato Don Aldo Manfredini parroco di San Michele, la cui unità pastorale comprende anche questo splendido gioiello architettonico – Alcuni di questi tesori li abbiamo già ritrovati, altri hanno bisogno di essere restaurati, ma è davvero ogni volta una sorpresa, perché emerge sempre qualcosa di bello del passato, che anche oggi è importante valorizzare. Ci stiamo impegnando per renderla accessibile e per utilizzarla anche dal punto di vista religioso, perché aiuta molto la preghiera e la spiritualità.”
Un patrimonio che non riguarda solo la devozione, ma anche la storia e l’arte del territorio, inserito in un contesto più ampio come quello della diocesi cremonese, ricca di edifici da conservare e recuperare, cosi ha spiegato Don Gianluca Gaiardi per i Beni culturali ecclesiastici e l’Edilizia di culto della Diocesi di Cremona : “Sono veramente tante le chiese sul territorio e la manutenzione, soprattutto quella straordinaria come in questo caso, è sempre più complessa. La difficoltà maggiore è reperire i finanziamenti necessari. Questa chiesa è un gioiello che i cremonesi devono scoprire: restauri così impegnativi portano alla luce aspetti molto belli e inaspettati. Però serve attenzione, studio e il contributo di diverse competenze. Purtroppo bisogna procedere per lotti, in base alle risorse disponibili.”
Un lavoro lungo e articolato, reso possibile anche grazie al contributo di associazioni, fondazioni e cittadini, in un’alleanza tra pubblico e privato per la tutela del patrimonio”.
“Oggi inauguriamo la prima parte dei tre lotti in cui sono stati suddivisi i lavori – ha commentato Stefano Damini direttore lavori – Il primo riguarda il presbiterio, il secondo il transetto, mentre il terzo interesserà la navata. Questo tipo di interventi è strettamente legato ai fondi disponibili, e confidiamo nel sostegno della comunità e delle istituzioni. È una chiesa molto particolare, che stiamo riscoprendo anche attraverso le decorazioni settecentesche, un barocco che qui si esprime in modo unico.”