Cronaca

“24 ore” di pane e comunità: grande festa a Persico Dosimo con Rigenera

Fitto il programma di eventi, con termine nel pomeriggio di domani 2 giugno. Tra i relatori, anche Monsignor Giancarlo Maria Bregantini e Arnoldo Mosca Mondadori

La festa a Persico Dosimo

Una due giorni di ‘fuoco acceso’, fatta di laboratori, incontri, attività per grandi e piccini e momenti di riflessione condivisa.
È “24 ore di pane”, la festa organizzata dall’azienda agricola Rigenera della Cooperativa Nazareth per celebrare il primo anno di attività del forno di comunità di Persico Dosimo. Da un lato tavoli imbanditi, musica, buon cibo e l’atmosfera rilassata della campagna; dall’altro un convegno con ospiti di rilievo nazionale.

“Abbiamo voluto mettere in luce due anime della Cooperativa Nazareth – spiega la direttrice Giusi Biaggi –: da una parte il lavoro con i detenuti, dall’altra il rapporto con la comunità. Per questo abbiamo invitato Arnoldo Mosca Mondadori, presidente della Fondazione Casa dello Spirito di Milano, che recupera i legni dei barconi dei migranti e, insieme ai detenuti del carcere di Opera, li trasforma in strumenti musicali”.

Mondadori conferma il valore simbolico di questi strumenti: “Sono barche che diventano musica. Raccontano la voce di chi ce l’ha fatta e di chi purtroppo non è arrivato. Essere qui, in una cooperativa dove lavorano detenuti e persone rifugiate, è il luogo migliore per farli suonare. Sulle barche dei migranti nasce subito un senso di fratellanza: lo abbiamo studiato, lo abbiamo raccontato anche nel libro ‘Bibbia e Corano a Lampedusa’. In mare, persone di fedi diverse pregano insieme, si aiutano. Questi strumenti portano proprio questo messaggio: unione, vicinanza, fraternità tra popoli”.

Prima del piccolo concerto nel moreto della cooperativa – con quattro giovani musicisti cremonesi impegnati con quella che Mondadori definisce “l’orchestra del mare” – è intervenuto anche Monsignor Giancarlo Maria Bregantini, arcivescovo emerito di Campobasso-Boiano, da anni attivo su diversi fronti sociali.

Il tema del carcere, del ‘cattivo’, di chi rompe il patto con la comunità, è complesso da affrontare – sottolinea Biaggi -. Monsignor Bregantini ci ha aiutato attraverso il racconto di San Francesco e il Lupo di Gubbio, offrendo una chiave diversa per avvicinarsi a chi ha sbagliato”.

Intanto, mentre il forno di comunità sforna panini, focacce e arancini da condividere, la festa prosegue. Perché il messaggio che la cooperativa vuole trasmettere è chiaro: costruire un nuovo, concreto senso di comunità.

“Noi troviamo significato nella relazione con le persone – conclude Biaggi –. È questo il nostro modo di stare qui”.

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