Cgia di Mestre: “Peso dell’Irpef su dipendenti e pensionati? La realtà è diversa”
Zabeo, centro studi: "È una narrazione semplice, ma fuorviante. I dati delle dichiarazioni dei redditi restituiscono, infatti, una realtà profondamente diversa"
L’idea che “i dipendenti e i pensionati paghino per tutti”, ossia che il peso principale dell’Irpef graverebbe su chi è tassato alla fonte, continua a circolare con sorprendente disinvoltura, nonostante sia smentita dai numeri. “È una narrazione semplice, ma fuorviante. I dati delle dichiarazioni dei redditi restituiscono, infatti, una realtà profondamente diversa: in media, imprenditori e lavoratori autonomi versano praticamente il doppio dell’Irpef rispetto a chi percepisce redditi da lavoro dipendente o da pensione. Ignorarlo significa alimentare un dibattito pubblico fondato più su slogan smaccatamente di parte che su evidenze statistiche”, dice Paolo Zabeo della Cgia di Mestre.
Ecco i dati diffusi Centro studi dell’associazione artigiani e piccole imprese dalla Cgia di Mestre: dalle dichiarazioni dei redditi del 2024, l’Irpef media pagata dagli imprenditori e dai lavoratori autonomi si è attestata a 8.331 euro. I lavoratori dipendenti si sono fermati a 4.215 euro, mentre i pensionati a 4.006. In termini percentuali, significa che le partite Iva versano circa il 98 per cento in più rispetto ai dipendenti e addirittura il 108 per cento in più rispetto ai pensionati.
A livello regionale Cgia ha fornito solo i redditi di lavoratori pensionati e partite Iva. I contribuenti con “Reddito da lavoro autonomo” (liberi professionisti e partite IVA riconducibili ad un ordine professionale) registrano i redditi medi più elevati in assoluto; in Lombardia, ad esempio, questa categoria dichiara mediamente 82.410 euro, contro i 28.980 euro dei lavoratori dipendenti e 24280 dei pensionati.