Festa del 2 giugno, Virgilio: “Repubblica come il fiume”. Mariani: “Proteggere la Democrazia”
Circa duemila persone hanno partecipato alla celebrazione. Il sindaco Virgilio e il presidente della Provincia Mariani hanno esortato i cittadini a partecipare attivamente alla vita pubblica
Circa duemila persone si sono schierate sul Lungo Po Europa per festeggiare l’80° anniversario della Repubblica Italiana. E’ stato il capitano Francesca Pia De Palma, del Genio Guastatori di Cremona, ad accogliere le autorità intervenute, a partire dal prefetto, Antonio Giannelli.
Molti i presenti, rappresentanti delle istituzioni civili e militari del territorio: il sindaco Andrea Virgilio con la Giunta comunale, il questore Carlo Ambra, il comandante dei Carabinieri, Giampaolo Sambataro, il comandante della Guardia di Finanza, Massimo Dell’Anna, il comandante dei Vigili del Fuoco, Nicola Dadone, il comandante della Polizia Locale, Luca Iubini e il comandante della Polizia Provinciale, Chiara Fusari.
Moltissimi anche i politici e i semplici cittadini che hanno voluto seguire la cerimonia, che quest’anno regala moltissime iniziative, purtroppo disturbate dal maltempo.
Dopo l’afflusso di tutti i partecipanti, la festa si è aperta con la lettura del messaggio augurale del Presidente delle Repubblica, fatta dal prefetto. Ha poi preso la parola il sindaco Andrea Virgilio: “Possiamo provare a leggere questo fiume come una grande metafora civile. Come un corso d’acqua che, da secoli, ci insegna qualcosa sul modo in cui una comunità vive e si riconosce” ha detto. “La Repubblica nasce da chi ha saputo dire no alla dittatura e ha pagato sulla propria pelle il prezzo della libertà”.
Anche sulle rive di questo fiume, ha sottolineato Virgilio, “la libertà ha avuto un prezzo. La Resistenza ha volti, nomi, luoghi. A volte ha il coraggio di un ragazzo, il silenzio di una famiglia. A volte resta incisa su un cippo lungo un argine, dove si passa magari distratti, senza sapere che lì la storia ha chiesto a qualcuno la vita”.
Per questo, il 2 giugno “è la festa di una comunità che si riconosce in una promessa: non tornare alla sopraffazione, non accettare che la forza cancelli il diritto”.
La Repubblica italiana, per il primo cittadino, “nasce da questa scelta. Il 2 giugno 1946 le italiane e gli italiani decisero che, dopo le macerie del fascismo, bisognava costruire un Paese nuovo. Non perfetto, perché nessuna comunità umana lo è. Ma più libero e più consapevole”.
Non poteva mancare un cenno alla Costituzione, che il sindaco ha paragonato a un fiume: “ha una sorgente, ha un corso, attraversa epoche diverse, incontra ostacoli, cambia paesaggio, ma mantiene una direzione. E come ogni fiume ha bisogno di argini e gli argini non sono muri contro la libertà. Sono ciò che consente alla forza dell’acqua di non diventare distruzione. Sono il limite che rende possibile la vita. Anche la Repubblica ha i suoi argini: la dignità della persona, l’uguaglianza, la solidarietà, il lavoro, la democrazia, il ripudio della guerra. Senza argini, un fiume travolge. Senza valori condivisi, una società si smarrisce.
E qui, sul Po, questo lo capiamo bene. Lo hanno capito generazioni di cremonesi che hanno vissuto il fiume come compagno generoso e talvolta violento. Il Po delle nasse, dei pescatori, dei barcaioli, dei vogatori. Il Po delle piene, degli argini sorvegliati, dei sacchi di sabbia, della solidarietà concreta.
Il Po ci insegna la pazienza. Non procede in linea retta. Rallenta, accelera, si allarga, si ritrae. Gli argini, visti dall’alto, sembrano labirinti al contrario: non servono a smarrirsi, ma a trovare una direzione. Anche la democrazia è così. Non è mai una scorciatoia. È un cammino che chiede pazienza e responsabilità“.
Il Po, grande protagonista della giornata, è quindi “come questa Repubblica”, ossia “un grande archivio di storie” ha precisato ancora Virgilio. “È il fiume del mutualismo per offrire protezione ai braccianti. È il fiume delle nostre canottieri, il mare sotto casa dei cremonesi, è il mare prima ancora di diventare mare, è il fiume delle processioni che ci avvicinano a Dio.
È il Po orgoglio dei nostri campioni, da Oreste Perri a Valentina Rodini, a Giacomo Gentili, a tanti altri talenti, agli allenatori che nel sacrificio di ogni giorno raccontano la parte bella dello sport italiano. Nel gesto del remo c’è una piccola lezione repubblicana: si va avanti solo se si tiene il ritmo insieme. Se ognuno tira per conto proprio, la barca gira su sé stessa.
È il Po dei cittadini che lo curano, il Po di Sandro Talamazzini, di Armando Catullo, memoria viva di questa sponda. È il lungo Po di chi viene qui alla sera per correre, per contemplare il tramonto, per amarsi. È il fiume di un popolo che in parte lo ha aggredito e in parte lo ha curato, che qui racconta gioie ma anche tragedie.
È il Po salgariano dei mondi immaginati. È il Po della fragilità trasformata in potenza creativa, quella di Ligabue, che masticava la terra e che in mezzo ai pioppi vedeva tigri, lupi, serpenti e trasformava la pianura in visione, il tormento in arte. Ed è anche il fiume che attraversa la nostra cultura profonda. Non c’è bisogno di forzare i nomi: Monteverdi e Verdi appartengono a geografie diverse, ma entrambi ci dicono che da questa pianura è nato un suono universale”.
Per Virgilio, il fiume è quindi simbolo del nostro territorio, trasmettendone la memoria: “Anche questo è il senso della Repubblica.
Cremona, città della musica e del saper fare, sa bene che le radici non sono il contrario del mondo. Sono il modo con cui una comunità può parlare al mondo senza perdere sé stessa. Il Po continuerà a scorrere dopo questa giornata. Scorrerà come ha sempre fatto, portando con sé memorie, detriti, bellezza, domande. Anche la Repubblica deve continuare a scorrere. Non può fermarsi nella celebrazione. Deve entrare nella vita quotidiana, nei comportamenti pubblici, nel modo in cui trattiamo il territorio e le persone. Celebrare il 2 giugno qui significa allora essere degni del fiume che abbiamo davanti e della Costituzione che abbiamo alle spalle e di fronte a noi. Perché la Costituzione non è solo l’origine della Repubblica. È la corrente che ancora può portarci avanti“.
Molto ispirato anche il discorso del presidente della Provincia, Roberto Mariani: “Con il referendum gli italiani decisero che la migliore forma di Governo per il futuro del Paese fosse la Repubblica” ha detto. “Fu un voto storico che chiudeva un periodo tragico per l’Italia. E fu anche il primo voto per le donne, a cui parteciparono grazie al loro ruolo nella Resistenza, nella società civile e durante la guerra”.
Mariani ha richiamato “la frase che campeggiava sui manifesti ufficiali del 2 giugno degli anni scorsi_ “L’Italia siamo noi”. Una frase che oggi non possiamo ignorare, e che ci chiama alla responsabilità verso la Repubblica e il Paese” ha detto il presidente. “E questo nel tempo è diventato quasi un sinonimo di “cosa di nessuno”. Invece io credo che oggi si debba ribaltare questo sentire purtroppo molto diffuso. Siamo chiamati tutti a fare la nostra parte per il bene comune, che non vuol dire rinunciare alla dialettica, ma partecipare al confronto e al dibattito pubblico. il fine ultimo è l’interesse generale e non l’aver ragione a tutti i costi. E’ un richiamo che faccio alla politica ma anche al singolo individuo. Abbiamo la capacità di esprimere una forza e un’unità davvero significativi.
Questi sentimenti condivisi hanno permesso all’Italia di diventare il grande paese che è oggi. Questa festa ci invita a occuparci sul serio del bene comune, della cosa pubblica, che deve essere protetta e difesa da chi vuole farne cosa privata. Perché gli spazi e le istituzioni pubblici sono spazi di civiltà”.
Fondamentale, quindi, per Mariani, è “esercitare il diritto di voto”, che rappresenta “un connotato essenziale del nostro essere cittadini consapevoli. La democrazia muore se nessuno la protegge dai rischi portati dall’indifferenza e si spegne se nessuno la cura. La Repubblica resta il nostro spazio vitale” ha concluso il presidente della Provincia.
La festa prosegue poi con le dimostrazioni sul Po da parte di Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Esercito, Vigili del Fuoco, Areu e Croce Rossa. Seguirà la discesa del Po con le imbarcazioni delle canottieri, e alle 13.20 la cerimonia dell’ammainabandiera. La cerimonia è in onda in diretta su CR1 Tv.