Cronaca

“Meglio vederti morta che con un altro”: botte, offese e minacce. Va a processo

L'imputato, rinviato a giudizio, non voleva che uscisse da sola. L'aveva aggredita anche quando lei gli aveva organizzato a sorpresa la festa di compleanno

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Geloso e violento, avrebbe picchiato, offeso e minacciato di morte la sua convivente, una donna di 49 anni. Con l’accusa di maltrattamenti e lesioni, un 52enne residente nel cremonese è stato rinviato a giudizio dal gup che ha fissato la data del procedimento al prossimo 20 novembre.

Per l’accusa, a far scattare i frequenti accessi d’ira nel 52enne era la sua estrema gelosia e la paura che la compagna potesse intrattenere altre relazioni tramite i canali social, visto che la coppia si era conosciuta su Tik Tok. Lui la chiamava insistentemente, chiedendole dove fosse, con chi fosse e cosa stesse facendo, le proibiva di frequentare da sola bar o altri locali, la offendeva, la minacciava di morte, dicendole che l’avrebbe ammazzata se lo avesse tradito. “Meglio vederti morta che con un altro”. In occasione delle sue sfuriate aveva danneggiato mobili e arredi, mettendo a soqquadro la casa.

A luglio del 2024, in un locale di Cremona lui le aveva sferrato un forte schiaffo sul volto e l’aveva spinta per allontanarla, e poi l’aveva offesa, accusandola di aver guardato troppo a lungo un altro uomo. A fine estate dello stesso anno, a Savona, in seguito ad una lite, l’imputato si era fatto del male ferendosi con una lametta, procurandosi tagli ad entrambi i polsi. A settembre del 2024, all’esterno di una pizzeria, per gelosia aveva picchiato la compagna, l’aveva spinta e minacciata di morte. E ancora, il 14 settembre di quello stesso anno era venuto a sapere che lei era da sola in un bar che lui frequentava. La 49enne si era recata nel locale per organizzargli una festa di compleanno a sorpresa. Anche lei quel giorno compiva gli anni.

L’avvocato Paolo Rossi

Così lui l’aveva contattata, intimandole di rientrare immediatamente a casa. Furioso, l’aveva spinta, afferrata per la collana e schiaffeggiata. A novembre, mentre lei era stesa sul letto, aveva cosparso di alcol l’altra metà del letto e aveva appiccato il fuoco. Il rogo era stato spento subito, ma le fiamme avevano provocato tantissimo fumo.

Tra i mesi di dicembre 2024 e gennaio 2025, davanti all’intenzione di lei di allontanarsi momentaneamente da casa con la propria bici, lui, con un coltello da cucina afferrato in quel frangente, prima aveva colpito due volte con rabbia una ruota della bici, e poi, davanti alla reazione sconvolta della donna, si era procurato due tagli all’addome.

La sera del 3 aprile 2025, dopo aver litigato per tutta la giornata e dopo aver lanciato vari oggetti , tra cui un vaso, aveva sferrato alla vittima un pugno alla parte posteriore del collo, e poi, in seguito alla richiesta di aiuto della donna, che aveva chiamato il 118, l’aveva colpita con altri pugni sul viso e in testa, causandole lesioni per una prognosi di sette giorni. Quello stesso giorno la 49enne aveva deciso di troncare la relazione e si era immediatamente allontanata dall’abitazione.

L’imputato è assistito dall’avvocato Paolo Rossi. La ex compagna non si è costituita parte civile.

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