Braccianti bruciati vivi, MCL: “Indignazione e responsabilità per una tragedia disumana”
La terribile notizia dei quattro braccianti originari del Pakistan e dell’Afghanistan bruciati vivi all’interno di un van nei pressi di Amendolara in provincia di Cosenza scuote profondamente le coscienze e impone coralmente una seria riflessione sul valore della vita umana, sulla dignità del lavoro e sulle condizioni di troppi lavoratori e lavoratrici che nel nostro Paese sono ancora costretti a vivere ai margini della legalità; di fronte a una tragedia tanto disumana, tutto il Movimento Cristiano Lavoratori ,dando eco alle parole del presidente nazionale Alfonso Luzzi, esprime innanzitutto profonda indignazione e vicinanza alle famiglie delle vittime, ribadendo inoltre con forza la richiesta che venga fatta piena luce sulle responsabilità di questa vergognosa tragedia.
Nessun essere umano può essere considerato invisibile e nessuna persona può essere abbandonata in condizioni di degrado, sfruttamento, paura e solitudine mentre sta esercitando il proprio lavoro: quando vengono negate dignità, sicurezza e diritti fondamentali, viene ferita l’intera società e l’intero sistema di relazioni su cui si poggia l’architrave del lavoro buono e giusto. La nostra Costituzione e la Dottrina sociale della Chiesa ci richiamano costantemente al dovere di tenere sempre la persona al centro e considerare il lavoro come necessario strumento di gratificazione, crescita e sviluppo dell’individuo e mai come terreno di violenza, ricatto o emarginazione.
Non basta indignarsi davanti all’orrore, occorre uno scatto ulteriore di assunzione di responsabilità collettiva da parte delle istituzioni, del mondo produttivo, delle organizzazioni sociali e dei corpi intermedi affinché legalità, giustizia e solidarietà tornino ad essere principi concreti del nostro agire e non soltanto parole. Tragedie come questa non debbono più ripetersi e nessuna vita deve essere trattata come priva di valore: lo ribadiamo oggi, con forza, in tutti i territori della nazione compreso il nostro che, seppur apparentemente distante geograficamente dal luogo della tragedia calabrese, non deve mai smettere di abbassare la guardia a tutela della dignità del lavoro.