Cremona: 20enne egiziano accusato di violenza sessuale su una ragazza di 17 anni
Sotto accusa c'è un egiziano che aveva ospitato la giovane. Dopo la violenza, le aveva intimato il silenzio perchè era periodo di Ramadan che vieta i rapporti sessuali
Aveva approfittato del fatto che fossero le prime ore del mattino e che fossero stesi nello stesso letto per usarle violenza mentre le altre tre persone presenti nella stanza stavano dormendo. Per quell’episodio, che risale al 23 marzo dell’anno scorso a Cremona, un egiziano di vent’anni è finito davanti al giudice per l’udienza preliminare con l’accusa di violenza sessuale ai danni di una 17enne cremonese.
Secondo il racconto della vittima, il ragazzo le aveva sferrato un paio di sberle sul volto e poi le aveva tenuto bloccate le braccia, le aveva stese sopra la testa e le aveva stretto i polsi, mettendosi sopra di lei in modo da precluderle ogni movimento, minacciandola di stare zitta, altrimenti le avrebbe tappato la bocca. Dopo averla baciata sul collo e spogliata, l’aveva costretta a subire un rapporto sessuale completo, nonostante il fermo rifiuto di lei, che invano aveva cercato di divincolarsi dalla presa. Una volta terminato l’atto sessuale, lui l’aveva esortata ripetutamente a non riferire quanto accaduto, perchè era il periodo di Ramadan ed era vietato fare sesso.
I due, già si conoscevano. Avevano avuto una breve relazione, ma dopo una decina di giorni lei lo aveva lasciato. Non ne era innamorata. Quel giorno la 17enne e una sua amica, che avevano avuto delle divergenze con le rispettive famiglie, avevano accettato l’invito dell’imputato di ospitarle nell’abitazione dove viveva insieme ad altri ragazzi. L’amica, interessata a uno dei giovani, aveva occupato con lui uno dei letti della stanza, mentre la 17enne si era stesa sul letto centrale insieme al suo ex, al quale però aveva chiarito di non volere alcun riavvicinamento e che lo considerava solo un amico. Dall’altro lato della stanza dormiva un altro ragazzo.

Verso l’alba, l’imputato aveva approfittato del fatto che tutti dormissero per usare violenza sulla minore. “Io non volevo, ho cercato di resistere, ero spaventata, ma ero come bloccata“, aveva dichiarato la ragazza in sede di denuncia. “Non mi sono allontanata subito perchè non avevo la forza neanche di alzarmi dal letto e mi sentivo senza energie”.
Alle 6 del mattino la giovane aveva raccontato tutto all’amica. Mentre tutti dormivano, compreso il ventenne egiziano, le due erano uscite, ma non erano tornate subito nelle rispettive abitazioni. Avevano paura di raccontare l’accaduto alle famiglie e avevano vagato a lungo senza sapere cosa fare. Poi si erano incontrate con la sorella della vittima con cui la ragazza si era sfogata. Lei voleva accompagnarla a sporgere denuncia, ma poi le due amiche si erano rese irreperibili. I genitori di entrambe, una volta avvisati della scomparsa delle giovani, si erano recati in Questura a sporgere denuncia.
La polizia, dopo varie ricerche, le aveva trovate nell’abitazione di un altro ragazzo egiziano che faceva parte della compagnia. La 17enne era quindi stata accompagnata al pronto soccorso e il referto medico aveva confermato la violenza sessuale subita.
Nel procedimento davanti al gup, la vittima è costituita parte civile con l’avvocato Marilena Gigliotti, mentre l’imputato è assistito dal legale Paolo Bogiani. Si torna in aula il prossimo 17 settembre.