Cronaca

Carabinieri, a Santa Monica celebrato il 212° anniversario di Fondazione dell’Arma

A fare gli onori di casa il comandante Paolo Sambataro, che nel suo discorso ha annunciato l'addio a Cremona.

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La splendida cornice del Campus di Santa Monica, sede dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Cremona, ha ospitato la celebrazione del 212° Annuale di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri, di fronte al pubblico delle grandi occasioni. Presenti il prefetto Antonio Giannelli, il sindaco Andrea Virgilio, una rappresentanza della giunta comunale, il questore Carlo Ambra e tutte le autorità civili e militari e religiose del territorio.

A fare gli onori di casa il colonnello Paolo Sambataro, che ha accolto i presenti. La cerimonia si è aperta con lo schieramento di un reparto di formazione, in rappresentanza di ogni articolazione dell’Arma presente in provincia, nonché i Labari delle Sezioni dell’Associazione Nazionale Carabinieri e quelli delle altre Associazioni Combattentistiche e d’Arma, e i Gonfaloni del Comune e della Provincia di Cremona.

Dopo la lettura del Messaggio augurale formulato dal Presidente della Repubblica e dell’Ordine del Giorno del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, il Comandante Sambataro, ha preso la parola, per ringraziare gli intervenuti, compresi i cittadini che hanno seguito la cerimonia in diretta su Cr1.

Sambataro ha ricordato la fondazione del corpo e ha ribadito valori come “la buona condotta e la saggezza, qualità oggi declinate nell’indefettibile integrità di comportamenti e nell’intelligente bilanciamento tra fermezza ed equilibrio con cui ogni Carabiniere deve saper ascoltare ed inquadrare i molteplici contesti per intervenire efficacemente e fornire concreta rassicurazione sociale”.

In questa prospettiva, “i 212 anni trascorsi diventano un percorso di coerenza, nel quale a tappe segnate da fulgido eroismo quali, tra tante, la battaglia libica di Eluet El Asel e quella in terra etiope di Culqualber, entrambe del Secondo Conflitto Mondiale e di cui quest’anno ricordiamo l’85° anniversario, si affiancano silenti atti di impegno giornaliero a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica. Una storia, dunque, che perpetua nel presente costruendosi e rinnovandosi nella quotidianità dei gesti” ha spiegato Sambataro.

Gesti “che vedono l’Arma di Cremona impegnata nella prevenzione e nel contrasto, nelle attività di indagine, nelle iniziative di sensibilizzazione sociale, solidaristiche e di diffusione della cultura della legalità. Gesti per i quali ringrazio Voi Carabinieri, che pur tra le molteplici incombenze del quotidiano, le emergenze e le accelerazioni improvvise, non perdete mai di vista la centralità del cittadino, fornendo ai suoi problemi soluzioni di sostanza e non di apparenza, con competenza e passione, onorando quella fiducia riposta nell’Istituzione, consolidata negli anni. Quella fiducia che è il primario antidoto alla paura, quella fiducia che per noi Carabinieri costituisce l’eredità più pregiata, che non possiamo permetterci di tradire”.

Sambataro ha voluto riaffermare l’impegno quotidiano dell’Arma nella tutela della legalità e della sicurezza pubblica, evidenziando come sia  “un corpo unico, guidato da una visione unitaria, una coesione istituzionale a propria volta capace di interagire con gli altri protagonisti del comparto sicurezza per affrontare sinergicamente le problematiche strutturali o emergenti del territorio e definire, con costanza e metodo, proficue strategie d’azione comune. Il modello di coordinamento concepito dalla Legge 121/81 fa del pluralismo delle Forze di polizia un moltiplicatore di efficienza imprescindibile nella gestione delle complessità connotanti la sicurezza pubblica, un sistema armonico di attribuzioni e peculiarità all’uopo valorizzate per un intervento d’insieme sulle singole questioni”.

Nel corso dell’intervento è stato tracciato un bilancio dell’attività operativa, di prevenzione e di contrasto, condotta dall’Arma dei Carabinieri sul territorio provinciale nel corso degli ultimi dodici mesi. I Reparti territoriali hanno aderito alle puntuali esigenze delle comunità, fornendo una fitta rete di protezione, in sinergia con i comparti di specialità affidati all’Arma (Salute, Patrimonio Culturale, Lavoro, Ambiente e Agroalimentare), la cui elevata competenza è particolarmente cara agli italiani.

Al termine del suo discorso, il colonnello ha annunciato il suo addio a Cremona. “Per me questa è l’ultima festa dell’Arma in questa provincia, in quanto a breve mi trasferirò” ha detto.

“Sono arrivato a settembre 2023 e ho assunto con orgoglio il comando. Mi ha accolto la nebbia, che diviene metafora di smarrimento individuale e ricerca. Ma che aiuta a crescere. Grazie a te, Cremona, ho messo a fuoco me stesso come uomo e comandante”.

Infine si è proceduto alla consegna di un pubblico riconoscimento ai Carabinieri che si sono distinti in operazioni di servizio. La cerimonia si è poi conclusa con il Canto degli Italiani intonato e rappresentato nella lingua dei segni da una rappresentanza di bambini e insegnanti della Scuola Secondaria di I° grado “Marco Gerolamo Vida” di Cremona.

La giornata si era aperta con due cerimonie di commemorazione ai Caduti: la prima si è tenuta alle 15, con la deposizione di una composizione floreale presso la targa marmorea posta all’ingresso della Caserma Santa Lucia, sede del Comando Provinciale di Cremona, la seconda alle 15.30 in piazza IV Novembre dove il Col. Sambataro, insieme al Presidente ed a una rappresentanza di soci della Sezione dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Cremona, ha deposto una corona d’alloro presso il monumento dedicato “al Carabiniere”.

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