Carenza di infermieri, in Consiglio Regionale un nuovo Piano per “attrarre” professionisti
Approvato un ordine del giorno della maggioranza, che ha recepito alcune linee dell'opposizione. Soddisfazione bipartisan
La carenza di personale infermieristico continua a rappresentare una delle sfide più urgenti per il futuro del sistema sanitario lombardo e nazionale.
Un problema strutturale, non più legato a emergenze contingenti, che richiede interventi di lungo periodo.
Da qui nasce il Consiglio regionale straordinario organizzato a Palazzo Pirelli, a Milano, e conclusosi con un Ordine del Giorno che impegna Regione Lombardia a rafforzare le politiche di formazione, attrattività e permanenza degli infermieri all’interno del Servizio sanitario regionale.
“Non siamo di fronte a una semplice emergenza temporanea, ma a un fenomeno strutturale che coinvolge tutta Europa e che richiede una risposta organica e di lungo periodo – dichiara il consigliere regionale Riccardo Vitari -. La Lombardia sta già mettendo in campo misure importanti, ma è necessario proseguire con ancora maggiore determinazione per garantire ai cittadini servizi sanitari efficienti e di qualità”.
L’Ordine del Giorno – avanzato dalla maggioranza che ha recepito alcune delle proposte avanzate dall’opposizione – propone la creazione di un Piano Lombardia Infermieri 2026-2028, con interventi mirati a potenziare la formazione universitaria, sostenere i percorsi professionali e migliorare le condizioni di lavoro del personale sanitario. Particolare attenzione viene riservata ai giovani e all’orientamento scolastico.
“Dobbiamo far conoscere agli studenti le opportunità professionali offerte dall’infermieristica e valorizzare una professione essenziale per il funzionamento della nostra sanità. Investire nella formazione significa investire nel futuro del sistema sanitario regionale” sottolinea Vitari.
“Finalmente la Regione ha accolto alcune delle nostre richieste – dichiara il consigliere regionale del Pd Matteo Piloni -. È servito un consiglio straordinario per ottenere ciò che chiediamo da anni: un piano triennale che introduce finalmente un principio di programmazione, risorse in bilancio per misure extra LEA, come voucher e borse di studio, e strumenti di welfare aziendale per aumentare l’attrattività del sistema sanitario”.
Tra gli obiettivi indicati figurano il monitoraggio costante dei fabbisogni di personale, il sostegno economico alla formazione accademica e il rafforzamento delle iniziative di welfare aziendale e abitativo, soprattutto nelle aree più esposte alla concorrenza internazionale e nei territori con costi della vita più elevati. L’atto valorizza inoltre il modello lombardo di reclutamento internazionale, considerato non una misura emergenziale ma uno strumento complementare, basato sulla formazione linguistica, sulla verifica delle competenze e su percorsi di inserimento qualificati.
“La vera sfida è rendere la Lombardia sempre più attrattiva per chi sceglie di studiare, lavorare e costruire qui il proprio percorso professionale. Dobbiamo mettere in rete università, aziende sanitarie, enti locali e patrimonio pubblico per offrire opportunità concrete e condizioni competitive ai professionisti sanitari” conclude Vitari.
L’obiettivo finale è garantire la tenuta del sistema sanitario lombardo, assicurando ai cittadini cure efficienti e una presenza adeguata di personale qualificato su tutto il territorio regionale.
Secondo il consigliere dem, tuttavia, restano aperti nodi decisivi. “Mancano ancora impegni concreti sui contratti della sanità privata, fermi da troppo tempo, e soprattutto non c’è alcuna richiesta chiara al Governo per aumentare le risorse destinate agli stipendi e al rafforzamento complessivo della sanità pubblica. Senza questi elementi il rischio è quello di interventi parziali e non risolutivi”.
“L’ordine del giorno approvato rappresenta quindi un passo avanti solo parziale rispetto alla gravità della situazione degli organici infermieristici in Regione Lombardia, che resta centrale nel dibattito sulla tenuta del sistema sanitario regionale” conclude Piloni.