Ordinati cinque nuovi sacerdoti per la Diocesi di Cremona
Accanto a monsignor Antonio Napolioni ha concelebrato anche il vescovo emerito Dante Lafranconi
La Cattedrale di Cremona ha ospitato sabato sera la Messa di ordinazione di cinque nuovi sacerdoti per la diocesi, presbiteri espressione di storie e percorsi differenti ma uniti dalla medesima vocazione. I novelli sacerdoti sono tre giovani italiani e due originari del Togo. Don Gabriele Donati, classe 1992 e originario di Pandino, è laureato in Giurisprudenza e ha vissuto il suo ultimo anno di diaconato a Covo. Don Massimo Serina, classe 1994, proviene da Rivolta d’Adda, è laureato in Scienze e tecnologie alimentari e ha prestato servizio diaconale nell’unità pastorale di Cicognara, Cogozzo e Roncadello. Don Alessandro Galluzzi, nato nel 2000, è originario di Pizzighettone, è entrato in Seminario subito dopo il liceo scientifico e ha svolto l’anno del diaconato a Piadena. Insieme a loro sono stati ordinati due giovani africani: don Daniel Dossou, classe 1985, proveniente dalla diocesi togolese di Kpalimé, che ha vissuto l’ultimo anno pastorale a Corte de’ Frati e nei comuni limitrofi, e don Fabrice Sowou, classe 1989, della diocesi di Lomé, attivo di recente nell’unità pastorale di San Giovanni in Croce.
La liturgia si è aperta con una commovente processione in un Duomo gremito in ogni ordine di posti da fedeli, sacerdoti del territorio, seminaristi e delegazioni giunte persino dalla Spagna e dal Togo per manifestare il proprio affetto ai candidati. Accanto a monsignor Antonio Napolioni ha concelebrato anche il vescovo emerito Dante Lafranconi. Dopo la proclamazione del Vangelo, il rettore del Seminario, don Federico Celini, ha presentato ufficialmente i cinque eletti, i quali hanno risposto pronunciando il tradizionale “Eccomi”. Coincidendo la celebrazione con la solennità del Corpus Domini, il vescovo Napolioni ha imperniato l’omelia su tre grandi prospettive legate al corpo del Signore, ossia la memoria, la comunione e la vita. Il presule ha ricordato che siamo generati, consacrati e mandati dal Corpus Domini, esortando i futuri sacerdoti a calare il loro ministero nella storia concreta delle persone, rifiutando le divisioni per favorire una Chiesa sinodale che sappia camminare al passo dei piccoli. Riprendendo inoltre l’insegnamento di san Leone Magno, ha augurato loro il coraggio dell’essenziale per saper trasformare lo sguardo in quello del Risorto.
Il rito dell’ordinazione è entrato nel vivo con le promesse degli eletti e il canto delle litanie dei santi, durante il quale i giovani si sono prostrati a terra in segno di umiltà e consegna totale a Dio. È seguita poi l’imposizione delle mani sul capo da parte del Vescovo e di tutti i numerosi sacerdoti presenti, completata dalla solenne preghiera di ordinazione. I successivi riti esplicativi hanno previsto la vestizione con gli abiti sacerdotali, la stola e la casula, l’unzione crismale delle palme, la consegna del pane e del vino e il caloroso abbraccio di pace con i confratelli. La solennità del momento è stata accompagnata dai canti del Coro della Cattedrale, coadiuvato dalle corali di Pandino, Piadena e Covo, con l’accompagnamento dell’organo e della tromba. Al termine della Messa, dopo il ringraziamento del Vescovo all’assemblea orante, i festeggiamenti si sono spostati all’esterno, in piazza del Comune. Qui la folla ha accolto i cinque nuovi sacerdoti in un clima di grande festa, tra applausi, canti e il ritmo dei tamburi tradizionali togolesi. Domenica, i novelli presbiteri celebreranno le loro Prime Messe solenni all’interno delle rispettive parrocchie d’origine e di servizio.