Cronaca

Perde 400 mila euro al Gratta e Vinci e li dona a un regista: a Cremona il flash mob contro la ludopatia

L'iniziativa del regista Pietro Arrigoni ha portato in piazza storie di dipendenza e riscatto. Simbolo dell'evento, i migliaia di tagliandi conservati per anni da un ex giocatore compulsivo

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Tra i banchi della frutta, dei formaggi, di vestiti e dei salumi, sabato mattina il mercato cittadino si è trasformato in un insolito palcoscenico di riflessione. A catturare l’attenzione dei passanti non sono stati soltanto i prodotti in vendita, ma un tappeto di Gratta e Vinci usati sparsi a terra. Un flash mob dal forte impatto visivo ed emotivo, nato per sensibilizzare la cittadinanza sul tema della ludopatia e sulle conseguenze del gioco d’azzardo patologico, nel progetto, Gioco Sapienza 7.0 sostenuto da ATS Valpadana nell’ambito del piano locale per il contrasto del gioco d’azzardo patologico con il contributo dell’azienda sociale cremonese e le cooperative di Bessimo, Cosper e Binau e il comune di Cremona

L’iniziativa, ideata e portata avanti dal regista Pietro Arrigoni, presente in piazza, da anni attraversa mercati e piazze tra le province di Brescia e Cremona con l’obiettivo di accendere i riflettori su una dipendenza spesso invisibile, ma capace di distruggere relazioni, patrimoni e vite.

Al centro della performance anche una storia che ha colpito profondamente gli organizzatori. Quella di un uomo di circa settant’anni che, dopo aver assistito a uno degli spettacoli, ha deciso di consegnare ad Arrigoni migliaia di tagliandi acquistati nel corso della sua vita. Una raccolta impressionante: Gratta e Vinci per un valore complessivo di 362mila euro, conservati per anni in casa come testimonianza silenziosa di una dipendenza mai completamente dimenticata. A questi si aggiungono decine di migliaia di vecchi tagliandi in lire custoditi in un grande baule, per un valore nominale di circa 90 milioni di lire.

“Li prenda e li usi per spiegare dove porta questa strada”, avrebbe detto l’uomo al regista, scegliendo di trasformare il simbolo della propria sofferenza in uno strumento di prevenzione per gli altri.

L’iniziativa ha suscitato curiosità, emozione e riflessione tra i frequentatori del mercato. C’è chi si è fermato ad ascoltare le testimonianze, chi ha condiviso esperienze personali e chi ha scoperto per la prima volta la portata di un fenomeno che continua a crescere. Secondo gli ultimi dati disponibili, infatti, il volume economico legato al gioco d’azzardo raggiunge cifre enormi, con ripercussioni sociali che vanno ben oltre il semplice aspetto economico.

Il messaggio lanciato dagli organizzatori è semplice quanto potente: dietro ogni biglietto grattato può nascondersi una storia fatta di illusioni, perdite e isolamento. Per questo la prevenzione, l’informazione e il sostegno alle persone in difficoltà restano strumenti fondamentali per contrastare una dipendenza che troppo spesso viene sottovalutata.

Una mattinata diversa dal solito, dunque, che ha portato nel cuore della città una riflessione profonda. Perché la vita, come hanno ricordato gli attori durante la performance, vale la pena di essere vissuta, non di essere “grattata”.

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