Bancari: approvata all’unanimità l’ipotesi di piattaforma di rinnovo del contratto
A Cremona e Crema le assemblee dei lavoratori hanno coinvolto oltre 200 persone. Le banche restano presidi di democrazia e di legalità, asset strategici
“La piattaforma di rinnovo del contratto collettivo dell’Associazione Bancaria Italiana mette in evidenza le criticità del settore e le sue
potenzialità proponendo un modello di banca innovativo e socialmente responsabile, aperto al cambiamento
ma vicino alle persone”. Lo scrivono, in un comunicato congiunto, le sigle Fabi – First Cisl – Fisac Cgil – Uilca – Unisi.
“L’abbandono dei territori e la diminuzione di decine di migliaia di posti di lavoro, determinati dal processo di
concentrazione del settore, gli squilibri allocativi che allontanato le banche dai bisogni reali delle persone,
l’iniqua redistribuzione della ricchezza prodotta, destinata quasi esclusivamente agli azionisti e ai top manager,
l’intelligenza artificiale sono alcune delle criticità e delle sfide alle quali il mondo del lavoro bancario vuole dare
risposta.
Le banche sono e restano presidi di democrazia e di legalità, asset strategici per il Paese, non solo fornitori di
servizi essenziali.
In questa cornice e con questo forte richiamo alla responsabilità sociale e al senso di orgoglio del lavoro bancario
che vuole essere funzionale allo sviluppo e alla crescita del Paese, si inseriscono le tante rivendicazioni che
sono state presentate alle assemblee dei lavoratori e delle lavoratrici, giovedi 4 giugno a Cremona e giovedi 11
giugno a Crema, suddivise in quattro aree tematiche: lavoro, retribuzione, salute e welfare, responsabilità
sociale”.
Hanno partecipato Marco Arisi (Fabi Cremona), Francesca Rizzi (First Cisl Asse del Po), Enrico Sartorelli (Fisac Cgil), Sebastiano Milani (Uilca), Daniele Torresani (Unisin Cremona).

“Le evoluzioni del digitale, dell’AI e il rischio che gli algoritmi, se non governati socialmente, non solo
sostituiscano il lavoro, ma possano anche essere moltiplicatore nelle difficoltà di accesso al credito, quando
non fattore di esclusione, richiedono un rafforzamento della Cabina di regia di settore quale spazio di
negoziazione dinamica, di controllo e di condivisione dei processi organizzativi a fronte dell’invasività della
tecnologia e della sua pervasività.
La richiesta economica di 518 euro è coerente con la produttività di settore e il recupero del potere di acquisto dei
salari nonché necessaria per contrastare l’opacità e le distorsioni di sistemi discrezionali e individuali (spesso
assorbibili), legati a sistemi di incentivazione che rischiano di compromettere il rapporto fiduciario con la
clientela e di individualizzare il rapporto di lavoro.
La richiesta di riduzione dell’orario settimanale di lavoro da 37 a 35 ore è coerente con gli attuali modelli organizzativi e una risposta concreta alle necessità di conciliazione vita-lavoro, combinata con gli altri elementi di flessibilità oraria e lavorativa richiesti.
L’occupazione per i giovani, la formazione, le tutele professionali, della privacy e il rafforzamento dei presidi legati alla salute e sicurezza sul lavoro e dei diritti sociali, costituiscono gli altri capitoli delle numerose richieste di una piattaforma ambiziosa, articolata e innovativa che partendo dai lavoratori bancari, rafforzi la responsabilità sociale delle banche nei nostri territori.
Non sarà un percorso semplice e le assemblee dei lavoratori e delle lavoratrici sono il primo step di un processo di mobilitazione che siamo pronti ad attivare qualora le riposte di ABI non saranno ritenute adeguate”.