Case popolari, oltre mille alloggi vuoti in provincia. Piloni: “Fallimento della destra”
I dati, al 31 dicembre 2025, sono stati resi noti grazie ad un accesso agli atti da parte del consigliere regionale dem
1094 spazi teoricamente liberi, anche se in pratica non a disposizione per diversi motivi. Di questi, poco meno della metà nei due centri principali.
Sono questi alcuni dei dati relativi agli alloggi di proprietà di Aler in provincia di Cremona al 31 dicembre 2025, resi noti grazie ad un accesso agli atti da parte del consigliere regionale in quota Pd Matteo Piloni.
Le case popolari sono spazi dedicati e riservati a persone con redditi bassi, affittati a canoni calmierati; sono quindi un tassello necessario per tentare di dare un freno ai sempre più crescenti bisogni abitativi.
Entrando nello specifico, del poco più di un migliaio di alloggi, 716 sono vuoti per carenze manutentive; 208 invece sono liberi e non assegnati (alla fine del 2024 erano 128).
A Cremona, si contano 128 case libere e ben 310 sfitte per varie criticità. 81, nel complesso, invece a Crema.
Un quadro preoccupante, soprattutto considerando che nel frattempo diminuiscono gli alloggi in ristrutturazione: dai 124 del 2024 si è scesi ai 54 del 2025.
Qualcosa, negli ultimi mesi, è stato investito, ma dal consigliere regionale arriva comunque un duro attacco alla Giunta lombarda e alla stessa Aler, accusate di non riuscire a rispondere in modo adeguato alla crescente domanda abitativa.
“A mia richiesta, Aler ha destinato 360mila euro per recuperare 100 di queste case — spiega Piloni —. Significa circa 3.600 euro a alloggio per il ripristino: una cifra bassissima. Se serviva così poco, perché non è stato fatto prima? Perché queste case vengono tenute vuote e non vengono assegnate?”.
“Questa è la dimostrazione, numeri alla mano, del fallimento delle politiche della destra sulla casa — prosegue l’esponente del Pd —. L’edilizia residenziale pubblica continua a essere una priorità assoluta per il nostro territorio, per i cremonesi, i cremaschi e i casalaschi. Ed è per questo che continueremo a insistere“.