Denuncia il marito alcolista per maltrattamenti: “L’ho fatto per lui, doveva curarsi”
Una famiglia modello spezzata dai problemi di abuso di alcol dell'imputato. In aula la struggente testimonianza della moglie: "In casa non mi sentivo più sicura"
Erano una “famiglia modello”: lui, geometra con un lavoro in proprio, lei, responsabile commerciale di un’azienda. Due figli. Poi per lui erano arrivati i problemi lavorativi. Il mercato non tirava più, cosa che lo aveva costretto a cambiare attività. Era passato a fare l’operaio. “Lo vedevo che soffriva tanto“, ha detto la moglie in aula nel processo che la vede vittima di maltrattamenti.
“Fino alla fine del 2022 è stato un marito e un padre normalissimo, poi ha cominciato a bere, soprattutto vino e birra, e non era più lui. Ho cercato di aiutarlo, ma poi ho deciso di sporgere denuncia proprio per il suo bene, perchè si curasse. Il mio era un messaggio“. A causa dell’abuso di alcol da parte dell’imputato, la moglie aveva deciso di andarsene di casa.
“Ho vissuto male per un anno”, ha raccontato lei. “Poi il secondo anno, dopo tante discussioni, l’ho lasciato. Lui non voleva curarsi. Non lo riconoscevo più, e in casa non mi sentivo più sicura. Ma quando sono andata via e mi sono trovata da sola ho pianto per un mese. Questa è stata una cosa più grande di me. Mio marito da lucido era normalissimo, ma quando cominciava a bere le cose cambiavano”.
La donna ha raccontato di maltrattamenti psicologici e anche di tre episodi in cui lui l’aveva aggredita fisicamente: in uno, lei stava rifacendo il letto quando lui da dietro le aveva sferrato un pugno sulla schiena facendola cadere. “Gesti importanti”, ha detto la vittima, “ma non tali da lasciarmi dei segni. Sempre, quando si comportava così, aveva bevuto, ma ad un certo punto ho avuto paura e ho deciso di denunciarlo”.
Dopo la denuncia, lui l’aveva cercata, chiedendole un incontro nella loro casa familiare che lei aveva già lasciato, ma la donna si era rifiutata. Il marito l’aveva fermata per strada mentre lei tornava dalla spesa. “Era alterato”, ha raccontato lei. “Stavo per chiamare aiuto quando lui ha tentato di togliermi dalle mani il cellulare e mi ha strattonata”.
Nelle numerose telefonate, lui l’aveva insultata. “Io l’ho registrato”, ha detto lei, “ma so che quegli insulti erano frutto dell’assunzione di alcol“. C’erano state anche minacce di morte: “Io ho un coltello”, le aveva detto. “Ti taglio la gola, fai una brutta fine”. “Tutte minacce verbali“, ha precisato la donna. “Lui non stava bene, ma non ho mai pensato che potesse ammazzarmi“.
I due sono ancora legalmente sposati, anche se lei non lo ha più visto. “Ha smesso di contattarmi dall’ottobre dell’anno scorso, da quando gli hanno messo il braccialetto elettronico. Ma so che per lui le cose non stanno andando bene. E’ dimagrito tantissimo e non è presente psicologicamente“.
L’imputato è assistito dall’avvocato Mimma Aiello. La moglie non si è costituita parte civile. Si torna in aula il 6 novembre.