Ondata di caldo estremo, aumentano gli accessi al pronto soccorso. I consigli dei medici
Nell'ultima settimana i due ospedali di Cremona e Casalmaggiore hanno visto un incremento della domanda di assistenza, con punte che hanno raggiunto le 200 persone assistite nelle 24 ore, una cinquantina in più rispetto alla media
Le elevate temperature di questi giorni stanno avendo un impatto significativo sulla salute della popolazione più vulnerabile. A confermarlo è l’aumento degli accessi al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Cremona, dove nell’ultima settimana si sono registrati volumi sensibilmente superiori alla media abituale.
Se in una giornata ordinaria gli accessi si attestano mediamente intorno ai 150 pazienti, nell’ultima settimana l’ondata di calore ha determinato un incremento della domanda di assistenza, con punte che hanno raggiunto le 200 persone assistite nelle 24 ore.
A rivolgersi più frequentemente ai servizi di emergenza sono anziani, persone fragili e pazienti con patologie croniche, categorie che risentono maggiormente degli effetti delle alte temperature, soprattutto quando il caldo intenso si prolunga per più giorni consecutivi.
MALORI, DISIDRATAZIONE E PATOLOGIE CRONICHE
Quando si parla di emergenza caldo si pensa spesso al colpo di calore, ma nella pratica clinica le situazioni più frequenti sono altre. Le alte temperature possono aggravare condizioni già presenti e favorire disidratazione, cali pressori, malori, cadute e riacutizzazioni di patologie cardiovascolari, respiratorie o metaboliche.
«Spesso non ci troviamo di fronte a patologie nuove, ma a situazioni che il caldo rende più difficili da gestire», spiega la dottoressa Francesca Co’, Direttore del Pronto Soccorso di Cremona. «Nelle persone anziane e fragili anche una disidratazione apparentemente lieve può avere conseguenze importanti e richiedere una valutazione ospedaliera».

La stessa tendenza si osserva anche al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Casalmaggiore, dove in questi giorni si registra una maggiore presenza di persone anziane con problematiche correlate alle alte temperature.
«Il vero elemento che accomuna molti degli accessi di questi giorni è la fragilità», spiega il dottor Outman Mahamat Direttore facente funzione del Pronto Soccorso dell’Oglio Po. «Parliamo spesso di pazienti ultraottantenni o ultranovantenni, con più patologie croniche e una ridotta capacità di adattarsi alle alte temperature. Problemi respiratori, scompenso cardiaco, disidratazione e ipotensione sono tra le condizioni che osserviamo con maggior frequenza».

PIÙ ACCESSI, PIÙ COMPLESSITÀ ASSISTENZIALE
L’incremento della domanda di assistenza si riflette inevitabilmente sull’attività del Pronto Soccorso, chiamato a gestire contemporaneamente un numero elevato di pazienti con bisogni clinici differenti.
La presa in carico inizia dal triage, con la valutazione delle condizioni cliniche, la rilevazione dei parametri vitali e l’eventuale avvio degli accertamenti necessari. «In molti casi il percorso richiede osservazione, monitoraggio, esami diagnostici e rivalutazioni successive prima che sia possibile definire il quadro clinico e individuare il trattamento più appropriato. Le priorità vengono stabilite esclusivamente sulla base della gravità clinica e del rischio per il paziente, secondo criteri che garantiscono la risposta terapeutica più adeguata in sicurezza», precisa Co’.
LA RETE CHE SI ATTIVA PRIMA DELL’EMERGENZA
Per affrontare le ondate di calore, ASST di Cremona ha attivato il Piano Caldo 2026, che mette in rete ospedale, medici di famiglia, Case di Comunità e servizi territoriali con l’obiettivo di proteggere le persone più fragili e prevenire l’aggravarsi delle condizioni di salute.
Grazie alla collaborazione con ATS Val Padana, i Medici di Assistenza Primaria possono individuare le persone più a rischio e attivare attività di monitoraggio e contatto, con particolare attenzione ad anziani, malati cronici e cittadini che vivono soli.
Le Case di Comunità di Cremona, Casalmaggiore e Soresina rappresentano il principale punto di riferimento sul territorio. Attraverso i Punti Unici di Accesso (PUA) e l’attività degli Infermieri di Famiglia e Comunità vengono fornite informazioni, orientamento e supporto alle persone più vulnerabili.
COLPO DI SOLE O COLPO DI CALORE?
Il colpo di sole è causato da un’esposizione prolungata ai raggi solari e può provocare mal di testa, nausea, vertigini e febbre. Il colpo di calore si verifica invece quando l’organismo non riesce più a disperdere il calore accumulato e può manifestarsi con intensa sete, debolezza, crampi, confusione, svenimento e, nei casi più gravi, perdita di coscienza.
In presenza di questi sintomi è importante spostarsi in un luogo fresco, raffreddare il corpo, bere acqua a piccoli sorsi e contattare il medico o i servizi di emergenza se il malessere è importante.
BERE ACQUA È UNA FORMA DI PREVENZIONE
Con il caldo il corpo perde acqua e sali minerali attraverso il sudore. Una corretta idratazione aiuta a mantenere la temperatura corporea, sostiene l’attività cardiovascolare e contribuisce al benessere fisico e mentale.
Gli esperti consigliano di bere regolarmente durante tutta la giornata, anche in assenza di sete, consumare frutta e verdura ricche di acqua e limitare alcolici e bevande molto zuccherate.
Un’attenzione particolare è raccomandata per anziani, bambini e persone affette da patologie croniche.