Cronaca

“Ci sto? Affare fatica” riparte dai quartieri: giovani al lavoro per la città

Al via a Cremona una nuova edizione del progetto che coinvolge ragazzi tra i 14 e i 18 anni nella cura degli spazi pubblici. Cinque i quartieri interessati

Il servizio di CR1
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Primo giorno a Cremona per il progetto Ci sto? Affare fatica, l’iniziativa che coinvolge ragazzi dai 14 ai 18 anni nella cura e valorizzazione dei quartieri cittadini. Promosso dal Comune, dall’assessorato ai quartieri di Francesca Romagnoli insieme alle Reti di Comunità e alla cooperativa Cosper, il progetto unisce educazione civica, socialità e attenzione concreta al bene comune.

E’ Francesca Romagnoli a spiegare che “si tratta di un format ormai consolidato nella nostra città: squadre di ragazzi si prendono cura, per una settimana, di uno spazio urbano attraverso attività di pulizia e riqualificazione. Dai parchi alle piste ciclabili, gli interventi sono tangibili: si sistemano panchine, si ridipingono staccionate, si realizzano giochi a terra. Un impegno concreto che restituisce valore e decoro agli spazi pubblici.

I ragazzi imparano il senso dell’impegno, del lavorare insieme e del mettersi a disposizione degli altri e della città” conclude l’assessore.

Cinque i quartieri coinvolti in questa edizione: Giordano Cadore, Maristella, Bagnara, Borgoloreto e Boschetto. Ogni settimana gruppi diversi si mettono in gioco, vivendo un’esperienza capace di lasciare un segno, tra le figure anche quella del tutor che in questo caso è un giovane all’interno del comitato di quartiere Giordano, Giulio Villa: “Sono circa una decina di ragazzi, tra i 14 e i 17 anni. Oggi stiamo lavorando sulla staccionata della ciclabile di San Rocco, grattando e carteggiando il legno”.

I giovani vengono seguiti da educatori e tutor, in un percorso che affianca al lavoro manuale anche un importante valore educativo, come spiega Valentina Tropiano educatrice cooperativa Cosper: “È importante perché i ragazzi scelgono di partecipare e si assumono un impegno. Imparano a rispettarlo e a prendersi cura del bene comune”.

Un’iniziativa che favorisce anche la socializzazione: ragazzi provenienti da scuole e contesti diversi si incontrano, si conoscono e imparano a collaborare. “Si crea un gruppo nuovo, si sta all’aria aperta e si sviluppa un forte senso di appartenenza alla comunità”.

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