Peste suina-Piloni (Pd): “Distribuire agli allevatori i ristori non ancora liquidati”
Il consigliere regionale dem approva lo stanziamento di fondi per migliorare la sicurezza sanitaria degli allevamenti suinicoli, ma chiede alla Regione di risarcire gli allevatori
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A seguito dell’epidemia di peste suina che ha colpito la Lombardia lo scorso anno, il territorio cremonese ha perso il 5,8% dei capi, passando da 923.983 a 870.554. A denunciare la situazione è il consigliere regionale Matteo Piloni, che chiede di distribuire al più presto agli allevatori non ancora liquidati.
Piloni commenta lo stanziamento di fondi per migliorare la sicurezza sanitaria degli allevamenti suinicoli: “Questi investimenti sono sempre utili e investire in prevenzione, come abbiamo ribadito più volte, è sicuramente un bene. Ricordiamo però che i ristori destinati a chi ha subito gravi danni sono stati distribuiti solo in parte. Le associazioni avevano chiesto 50 milioni di euro di ristori, mentre ne sono stati stanziati solo 15 (10 a febbraio 2025 e altri 5 nel dicembre 2025). Si è coperto il periodo tra dicembre 2023 e ottobre 2024, mentre i danni maturati dopo questa data non sono stati liquidati”.
Tra il 2022 e il 2025 la Lombardia è passata da 4.158.974 capi a 3.758.634 capi, per una perdita di 400.340 capi, pari al 9,6%: le perdite lombarde sono state pari al 64% del totale nazionale. Nello stesso periodo Pavia ha perso il 50,8%), Lodi il 36,5%, complessivamente hanno perso 215.179 capi, pari al 53,4% della perdita lombarda. Prima dell’epidemia, Pavia e Lodi rappresentavano il 7% della suinicoltura italiana, a fine 2025 questa quota si è ridotta al 4,7%. Lodi da sola rappresentava il 4,2% del totale nazionale, quota che si è ridotta al 3,3%. Mantova è passata da 1.069.453 a 988.725 (- 7,5%).
“La mancata distribuzione dei ristori ha messo in grave difficoltà tanti allevatori” conclude Piloni. “Alcuni hanno chiuso, altri si sono indebitati. La situazione è davvero drammatica in tutte le province del sud della Lombardia, Lodi, Pavia, Cremona, Mantova e Brescia. Chiediamo che gli allevatori siano risarciti al più presto”.