Guasti, ritardi, cancellazioni e condizionatori rotti: settimana da incubo per i pendolari
Una settimana iniziata con il piede sbagliato per chi ogni giorno da Cremona deve raggiungere Milano. Guasti e cancellazioni anche questa mattina
Giorni da incubo per i pendolari cremonesi che quotidianamente si recano a Milano, e che stanno pagando lo scotto di disagi di ogni tipo. L’ultimo dell’elenco mercoledì mattina, quando ben due guasti sulla linea Cremona-Treviglio hanno provocato la cancellazione di diversi treni, oltre a ritardi e variazioni di percorsi.
Ad avere problemi sono state delle infrastrutture ferroviarie nella stazione di Caravaggio, oltre a un passaggio a livello nei pressi della stazione di Castelleone, quest’utlimo ancora non risolto.
Ma quella di mercoledì è solo l’ultima di una serie di giornate da incubo, che hanno visto treni in ritardo, coincidenze perse e condizionatori non funzionanti sui convogli. A raccontare le ultime giornate è una pendolare cremonese. “Lunedì ho preso il treno in partenza alle 8.20 da Cremona, che di solito ha il cambio a Codogno. Stavolta, tuttavia, sul sito di Trenord spiegavano che una volta lì si sarebbe dovuto prendere un pullman per Casalpustelengo. Giunta a destinazione, tuttavia, nessuno ha saputo indicarmi il punto esatto in cui prendere il pullman, tanto che io e altri pendolari che eravamo in attesa abbiamo rischiato di perderlo”.
Il mezzo, tra l’altro, è arrivato in ritardo di oltre 10 minuti, causando la perdita della coincidenza per Milano. “La biglietteria di Casalpusterlengo era chiusa e non c’era nessuno a cui chiedere. Abbiamo dovuto aspettare le 10 per la coincidenza. Io avrei dovuto scendere a Lambrate, ma il convoglio si è fermato a Rogoredo dove, dopo quasi venti minuti, ci hanno comunicato che a causa di un guasto a Lambrate, non si sapeva quando sarebbe ripartito. A quel punto sono scesa e ho dovuto completare il tragitto fino a Milano Torri in metro. Morale della favola: sono salita sul treno a Cremona alle otto e venti e sono arrivata a Milano Torri all’alba delle dodici meno un quarto”.
Non è tutto: “Il giorno dopo ho preso il treno delle undici e mezza, che era in ritardo soltanto di cinque minuti. Peccato che non funzionasse l’aria condizionata, quindi il monitor segnalava 32 gradi esterni e 33 interni” conclude la donna.
Insomma, una vera e propria Odissea, che per chi ogni giorno deve salire su un treno per recarsi nel capoluogo Lombardo sta diventando sempre più invivibile.