Cronaca

Da Cremona a Damasco, un violino per ridare un futuro al Conservatorio

Musica come strumento di pace e ricostruzione: la sede della Scuola Internazionale di Liuteria ha ospitato la consegna di un violino all'ambasciatore d'Italia in Siria

Il servizio di CR1
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Un ponte tra Cremona e Damasco: questa mattina a Palazzo Pallavicino Ariguzzi, sede della Scuola Internazionale di Liuteria, un violino realizzato nel 2013 dall’allieva Marta Santi sotto la guida del maestro Luca Bellini, è stato donato all’ambasciatore italiano a Damasco Stefano Ravagnan, eccezionalmente presente a Cremona per l’occasione.

L’iniziativa era partita dall’Heritage International Institute (HII), centro accademico, culturale e scientifico, che attraverso ricerca, formazione, missioni sul campo, cooperazione scientifica e supporto tecnico, riunisce studiosi di primo piano, professionisti del patrimonio, istituzioni culturali e partner internazionali provenienti da diverse regioni del mondo per sviluppare approcci innovativi alla protezione e alla gestione del patrimonio.

A introdurre la consegna dello strumento sono intervenuti il presidente di HII Sergio Iovino in collegamento da Roma e Hani El Debuch, direttore della task force for Syrian Heritage all’interno della stessa HII.

“Sono stato di recente al Conservatorio di Damasco, che come tutta la Siria ha pagato 14 anni di guerra, distruzioni, isolamento”, ha spiegato l’ambasciatore Ravagnan. “L’isolamento si riflette anche sul fatto che gli strumenti a disposizione nel conservatorio sono tutti malmessi e quindi ho avuto la richiesta di poter ricominciare anche grazie a degli strumenti provenienti dall’Italia.

“Io suonavo il violino da ragazzino quindi ho una particolare passione e ho pensato subito a Cremona. Ho interpellato Heritage che si è mossa con la Direzione della Scuola di Liuteria e tutto è stato molto rapido. Sono felice che quando tornerò a Damasco il 5 luglio, porterò con me questo bellissimo violino.

“Come dicevo, il conservatorio ha veramente bisogno di essere rimesso in piedi, ci sono degli ottimi talenti. Noi siamo l’unico Paese straniero che ha organizzato finora ben tre concerti al Teatro dell’Opera che è annesso al Conservatorio e vive degli studenti che escono dal Conservatorio. Abbiamo una tradizione molto forte di legami con il Mediterraneo e quindi credo che questo sia un primo passo per avvicinarci. Poi naturalmente sarà utile che vengano anche a vedere come si lavora qui.

“C’è un liutaio attivo al Conservatorio molto famoso e bravo – aggiunge il diplomatico –  però è solo, quindi credo sarà anche bello farlo sentire parte di una squadra. Fondamentale per la Siria sarà la ripresa economica ma è importante anche la riconnessione, cioè far sentire i siriani di nuovo parte di un sistema più ampio che nel nostro caso è quello euro-mediterraneo. Come Italia credo che possiamo fare molto”.

“Con questa donazione vogliamo contribuire al nostro messaggio di pace che arriverà in un Paese devastato”, ha spiegato il dirigente dell’Iis Stradivari, sede della Scuola Internazionale di Liuteria, Daniele Pitturelli. 

“Il contatto con HII è sorto circa dieci giorni fa, è arrivata una mail con la richiesta di un’iniziativa urgente che vedeva appunto protagonista l’Heritage Institute e l’Ambasciata d’Italia. Abbiamo risposto celermente e nel giro di una settimana abbiamo organizzato questo evento”.

Un istituto, lo Stradivari, che raggruppa anche Liceo Musicale e Artistico, non nuovo a collaborazioni internazionali. “Non è la prima iniziativa di diplomazia culturale che portiamo avanti come Scuola Internazionale di Liuteria, ricordo che abbiamo dei rapporti profondi con il Conservatorio Centrale di Pechino. Il direttore della scuola è un nostro ex allievo e a novembre riceveremo in visita una delegazione. Abbiamo inoltre contribuito a fondare, 4 anni fa, una scuola di liuteria in Colombia: tutto ciò come della strategia della Scuola Internazionale di Liuteria che mira ad implementare questi legami con altri Paesi”.

A suggellare la consegna dello strumento, l’esecuzione del Capriccio n.10 di Paganini da parte dell’allieva del Liceo Musicale Sofia Catalano.

“Ancora una volta”, ha commentato il sindaco Andrea Virgilio, presente all’incontro, “attraverso elementi identitari della nostra città – la musica, la liuteria – Cremona riesce a dialogare con il mondo. La liuteria è un’identità preziosa perché costruisce un ecosistema all’interno del nostro territorio e riuscire a dialogare con tante realtà diverse e con tante finalità diverse in tante parti del mondo per noi è fondamentale. In questo caso, anche per raccontare come attraverso la donazione di un violino si possa costruire una buona pratica di solidarietà”.

 

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