Cronaca

Giornata contro le dipendenze: Ats vara Piano triennale di potenziamento servizi

Maggiori attività ambulatoriali destinate al trattamento delle tossicodipendenze, alcool dipendenze, Disturbo da Gioco d’Azzardo, gaming e altre dipendenze comportamentali mediante l’utilizzo delle risorse dedicate

foto d'archivio
Fill-1

Non più interventi isolati o risposte emergenziali, ma una rete integrata, coordinata e capace di agire in anticipo. È questa la filosofia che guida il nuovo Piano Triennale Dipendenze 2025-2027 dell’ATS Val Padana, in attuazione della delibera regionale 5695/2026. Il documento disegna la traiettoria del welfare territoriale dei prossimi anni lungo due direttrici principali: prevenzione e contrasto alle dipendenze e al Disturbo da Gioco d’Azzardo (DGA).

Come sottolineano il Direttore Generale Stefano Manfredi e il Direttore Sociosanitario Ilaria Marzi: “La sfida oggi non è solo curare, ma costruire una regia condivisa tra ASST, enti locali, terzo settore, ambiti territoriali e famiglie, per intercettare i bisogni prima che si trasformino in fragilità conclamate. La parola chiave diventa integrazione: scuola, servizi, istituzioni, mondo produttivo e terzo settore sono chiamati a condividere competenze e risorse per rafforzare l’impatto delle azioni sul territorio”.

I giovani: l’ascolto non solo tra i banchi di scuola
Il primo fronte è quello dei giovani, intercettati nei loro contesti di vita: scuola, oratori, scoutismo e associazionismo sportivo. Il Piano rafforza i programmi preventivi già consolidati, come Life Skills Training (LST) e il progetto TraPari, con un investimento mirato al loro potenziamento.

La principale novità è la costruzione di una Rete Distrettuale Integrata in ciascun distretto ASST, per mettere in connessione sportelli psicopedagogici, servizi territoriali, ambiti sociali e terzo settore, con il supporto degli uffici scolastici e del modello delle Scuole che Promuovono Salute.

L’obiettivo è potenziare i punti di ascolto e orientamento entro il 2027, per intercettare precocemente disagio giovanile e fragilità evolutive. «Intercettare il disagio prima che diventi dipendenza significa monitorare i luoghi della crescita, non solo curare le conseguenze – evidenzia Laura Rubagotti, responsabile della Struttura Promozione della Salute e Prevenzione Fattori di Rischio Comportamentali -. La prevenzione esce così dai confini scolastici e si radica nei luoghi di aggregazione: associazioni sportive, oratori e gruppi scout diventano presidi di salute.

Ad esempio, gli allenatori saranno formati per riconoscere segnali di disagio e promuovere inclusione “sul campo”, mentre negli oratori si rafforza la peer education tra animatori e la relazione con le famiglie attraverso spazi informali di ascolto. Lo scoutismo, infine, viene valorizzato come strumento educativo per lo sviluppo della resilienza emotiva”.

Il welfare aziendale entra nella prevenzione
La strategia si estende anche ai luoghi di lavoro attraverso l’evoluzione del Programma Workplace Health Promotion (WHP). L’obiettivo è coinvolgere i medici competenti e costruire percorsi di prevenzione selettiva capaci di intercettare lavoratori con problematiche di dipendenza e le loro famiglie, con particolare attenzione ai figli minori. Nel concreto, il Piano promuove protocolli di parent training, riduzione dei tempi di accesso ai servizi e un orientamento del welfare aziendale verso misure più flessibili e inclusive.

Formazione e nuove dipendenze
La prevenzione passa anche dall’aggiornamento continuo degli operatori. Il Piano introduce percorsi formativi dedicati a fenomeni emergenti come Fentanyl, Ossicodone e Nuove Sostanze Psicoattive (NPS), oltre a sperimentazioni di nuovi modelli terapeutici.

Grande attenzione è riservata anche al Disturbo da Gioco d’Azzardo: nelle scuole superiori e nei centri di formazione professionale sarà rafforzata la prevenzione attraverso moduli dedicati nei percorsi di peer education (progetto “TraPari”) con l’obiettivo di coinvolgere oltre 10.000 studenti entro il 2027. Parallelamente, aziende e Comuni saranno coinvolti in patti etici e protocolli di prevenzione ambientale per limitare l’accesso e la diffusione del gioco.

A sostenere l’intera struttura del Piano saranno ricerca e comunicazione. È previsto un programma di analisi quantitative e qualitative per mappare i bisogni dei singoli distretti e integrarli nei Profili di salute delle comunità locali. Accanto ai dati, una forte azione di comunicazione pubblica accompagnerà il percorso: campagne informative ed eventi territoriali per far conoscere i servizi e rafforzare il messaggio che la rete di cura è presente e accessibile per chi ne ha bisogno e per le famiglie.

La cura e l’inserimento sociale
Il nuovo Piano Locale Triennale Dipendenze prevede azioni di potenziamento delle attività ambulatoriali destinate al trattamento delle tossicodipendenze, alcool dipendenze, Disturbo da Gioco d’Azzardo, gaming e altre dipendenze comportamentali mediante l’utilizzo delle risorse dedicate. Nel Piano sono inserite azioni volte all’ampliamento sedi spoke non stigmatizzati, cioè luoghi neutri, con percorsi specifici di aggancio e cura per i soggetti più fragili anche in collaborazione con le Case di Comunità e/o con le unità mobili dove viene riservata particolare attenzione ai giovani e alle nuove forme di dipendenza. Il Piano prevede anche la sperimentazione di moduli ad alta intensità assistenziale in strutture residenziali per soggetti che presentano comorbilità e l’attivazione o potenziamento di équipe specializzate all’interno degli ospedali per intervenire nei Pronto Soccorsi e nei reparti di degenza su soggetti ricoverati, con sperimentazione anche di nuove forme di trattamento evidence based. Infine, nel Piano viene valorizzata l’azione rivolta al potenziamento di équipe interne al carcere dedicate allo screening di comorbilità fra Disturbo da Gioco d’Azzardo (GDA) e Disturbo da Uso di Sostanze (DUS).

“Questo nuovo Piano, in riferimento alle azioni di cura, ha come obiettivo l’istituzione di una rete in cui i servizi ambulatoriali (Servizi per le Dipendenze SERD e Servizi Multidisciplinari Integrati SMI) vengono potenziati e collaborano per rispondere ai bisogni di tutto il territorio al fine di ridurre i tempi di attesa per l’accesso ai programmi terapeutici e garantire la continuità della cura – afferma Amelia Anghinoni, Psicologa della Struttura Salute Mentale e Dipendenze di ATS -. L’analisi del fabbisogno locale, operata dalla Rete Diffusa per le Dipendenze (Re.Di.Di.), istituita nel 2024 in ATS Val Padana, consente un’adeguata risposta ai bisogni del territorio. L’analisi del contesto epidemiologico però, evidenzia la necessità di un focus privilegiato sulla fascia giovanile, sull’uso di nuove sostanze e sulle dipendenze comportamentali.”

 

 

© Riproduzione riservata
Caricamento prossimi articoli in corso...