Quando Bud Spencer arrivò a Paderno Ponchielli: “Era solare, come nei film”
Era il 1993 quando Bud Spencer visitò una falegnameria di Paderno Ponchielli. Donato Sgarzi aveva 15 anni e non si lasciò sfuggire l'occasione, il racconto
Era il 1993, e il cremonese Donato Sgarzi aveva appena compiuto quindici anni. Lavorava da poco alla FALPA – acronimo di Falegnameria Padernese – una piccola azienda di Paderno Ponchielli che si era ritagliata una reputazione d’eccellenza a livello nazionale: arredamenti su misura, finiture di pregio, rivestimenti per yacht. Era il più giovane in azienda, poteva portare il libretto di lavoro da appena qualche mese.
Un giorno arrivò la notizia: Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer, avrebbe visitato la FALPA: “Sapendo che sarebbe venuto, mi ero munito di macchina fotografica, attendendolo con ansia “, racconta Sgarzi. “Quel giorno si presentò una vera e propria delegazione: con Pedersoli c’erano il sindaco del paese, il titolare della FALPA, Paolo Effretti, amici, funzionari di banca. I dipendenti erano concentrati sul lavoro, ognuno alla sua postazione. Ma Sgarzi non resistette.
“Sono andato da lui, l’ho salutato, l’ho abbracciato e gli ho chiesto se potevo fare una foto”. La risposta fu un sorrisone. “Ha detto subito di sì”. Il ragazzo andò all’armadietto, prese la macchina fotografica, la consegnò a uno dei suoi superiori, e si mise accanto all’attore per immortalare il momento.

“Avevo rotto il ghiaccio io per primo”, ricorda Sgarzi, “e dopo di me tutti si sono avvicinati, tutti hanno voluto stringergli la mano, fare una foto”. Il cremonese ricorda Pedersoli come “molto disponibile e solare, proprio come si vede dai film. Spontaneo in tutto”.
La FALPA lavorava su commesse importanti: rivestimenti interni per imbarcazioni, immobili su misura, arredi in legno massiccio e personalizzato. Pedersoli aveva scelto proprio quell’azienda del Cremonese per curare gli interni del suo yacht.
Quella foto torna ogni anno, sui profili social di Sgarzi, il 27 giugno: l’anniversario della morte di Carlo Pedersoli, scomparso nel 2016. “Tanti ancora oggi mi contattano appena la vedono per chiedermi quando l’ho fatta, come l’ho fatta”.
Un personaggio che, a dieci anni dalla scomparsa, continua a piacere a tutti. Grandi e piccini, come dice Sgarzi. “Era famoso, ma anche molto normale. Non è una persona che, pur avendo fatto quello che ha fatto – campione dello sport, attore stimatissimo – si mettesse su un piedistallo. Sapeva stare in mezzo alla gente”.