Liquidazione di Reindustria, FI: “Gli enti pubblici tutelino i dipendenti”
Il sindaco Virgilio rispondendo all'interrogazione di Carassai ha ripercorso le ultime fasi della vicenda che ha portato alla cessione delle quote (solo il 7%) da parte del Comune di Cremona.
Botta e risposta in Consiglio Comunale sul futuro di Reindustria, la società pubblica di servizi ritenuta non più strategica per il Comune di Cremona, che detiene (o meglio deteneva in quanto è formalmente uscita all’inizio di quest’anno) il 7,05% delle quote. Ben al di al sotto dei due soci principali, il Comune di Crema e la Camera di Commercio che insieme hanno il 93% della proprietà. La società è attualmente in liquidazione.
In discussione l’interrogazione di Andrea Carassai (Forza Italia) su “quali iniziative siano state intraprese per favorire il ricollocamento dei dipendenti ancora in forza alla società o per promuovere percorsi di continuità occupazionale presso enti pubblici, società partecipate o altri soggetti del territorio”.
Virgilio, dopo aver evidenziato l’esiguità della quota di partecipazione di Cremona, ha ricordato che l‘uscita era già stata discussa nella commissione che annualmente (e quindi anche verso la fine del 2025) esamina le partecipazioni societarie e in quella occasione era stato evidenziato come esistessero i presupposti (bilanci; fatturati; commesse) per dismettere le quote.
“In coerenza con quanto disposto dal Consiglio Comunale – ha detto il sindaco – il 26 gennaio scorso il Comune di Cremona trasmetteva PEC alla società comunicando di “esercitare il diritto di recesso ai sensi dell’articolo 7 dello Statuto e dell’articolo 2473, comma 2, del Codice Civile, in virtù dei quali, il diritto di recesso da una società costituita a tempo indeterminato è libero e può essere esercitato dal socio in ogni momento”.
“Si è aperto quindi un successivo confronto all’interno delle varie sedute del Comitato di Controllo Analogo, del Consiglio di Amministrazione e dell’Assemblea, in cui si è palesata la necessità anche da parte degli altri soci di considerare la mancata sussistenza delle condizioni per proseguire con l’attività societaria, considerati i parametri tecnici che la società in house è chiamata a rispettare.
“Tuttavia, mai è stata convocata l’Assemblea straordinaria per la messa in liquidazione della società ed in data 9/6/2026 è pervenuta nota da parte della società REINDUSTRIA che disponeva la liquidazione della quota del Comune di Cremona, configurando, di fatto, l’uscita del Comune di Cremona dalla compagine societaria.
“Risultano pertanto superati gli interrogativi posti dal Consigliere; tuttavia, si ritiene di specificare che il Comune di Cremona è sempre stato concorde nel valutare misure a tutela del personale purché queste siano rispettose della normativa vigente di settore e degli strumenti da essa messi a disposizione, non potendo agire al pari di quanto accade in ambito privatistico”.
Insoddisfatto della risposta Carassai: “L’ ente pubblico ha il dovere di tutelare l’occupazione, oggi abbiamo avuto solo qualche precisazione dal sindaco, su cose che peraltro già conoscevamo”.