Tumore endometrio, oncologa Lorusso: “Con immunoterapia più chemioterapia -70% rischio di morte”
(Adnkronos) – “Oggi celebriamo lo studio Duo-E che ha dimostrato che quando combiniamo l’immunoterapia durvalumab alla chemioterapia con carboplatino e paclitaxel nelle forme di tumore dell’endometrio avanzato o metastatico, aumentiamo la sopravvivenza libera da progressione e la sopravvivenza globale. È stato stimato che ci sia una riduzione del 60% del rischio di progressione e del 70% del rischio di morte”. Lo afferma Domenica Lorusso, responsabile Centro di Ginecologia oncologica Humanitas San Pio X e professore di Ostetricia e Ginecologia di Humanitas University, in occasione dell’incontro promosso da Astrazeneca oggi a Milano e intitolato “Tumori, oltre il silenzio della malattia: il valore dell’immunoterapia oggi”.
“Per anni abbiamo considerato il tumore dell’endometrio come il più facile da curare tra i tumori ginecologici e questo purtroppo ha creato due problemi nel tempo una un disinvestimento nella ricerca e una totale decentralizzazione del tumore dell’endometrio che oggi è un tumore che viene curato dappertutto e spesso non seguendo le linee guida. Purtroppo – commenta – come conseguenza di tutto questo, quello dell’endometrio è l’unico tumore con incidenza e mortalità in aumento nei prossimi anni tra le neoplasie ginecologiche. In realtà, già da qualche anno sappiamo che il tumore dell’endometrio non è un unico tumore, ma sono almeno quattro tumori diversi, con caratteristiche molecolari peculiari che richiedono trattamenti differenti. Abbiamo inoltre scoperto che il 30% circa dei tumori dell’endometrio ha una caratteristica genomica che si chiama instabilità dei microsatelliti, che lo rende particolarmente in grado di rispondere a l’immunoterapia”.
“L’aspetto della tossicità è un elemento dominante in oncologia” e lo diventa ancora di più nel tumore dell’endometrio, “trattandosi di una popolazione più fragile, con pazienti più anziane, con diverse comorbidità. Abbiamo visto è che l’aggiunta dell’immunità terapia alla chemioterapia aumenta di circa un 10% gli effetti collaterali, che però per la maggior parte dei casi sono effetti totalmente gestibili, come nel caso delle patologie della tiroide, che consentono una buona qualità di vita assumendo le terapie sostitutive”. Grazie alle evidenze dello studio Duo-E “credo che oggi abbiamo definitivamente un nuovo standard per le pazienti con instabilità dei microsatelliti, con malattia avanzata e metastatica del tumore dell’endometrio. L’aggiunta dell’immunoterapia alla chemioterapia aumenta la sopravvivenza e la sensazione è che possiamo guarire una quota di queste pazienti” conclude.