Alloggi popolari: tutti d’accordo, ma non passa la mozione di Portesani
Sperimentare la gestione di alcuni alloggi comunali sfitti affidandoli al Terzo Settore. L'assessore Della Giovanna: "E'un percorso che abbiamo avviato da tempo"
Non ha ricevuto i voti della maggioranza, nonostante tutti i consiglieri fossero d’accordo sulla necessità di arginare l’emergenza abitativa. E’ stata quindi respinta la mozione di Alessandro Portesani (Novità a Cremona) che proponeva di mettere a disposizione in via sperimentale alcuni alloggi comunali inutilizzati al Terzo Settore per il contrasto strutturale all’emergenza
abitativa e l’accompagnamento all’autonomia.
“L’assegnazione di immobili pubblici inutilizzati a soggetti del terzo settore, mediante concessioni o convenzioni di durata adeguata, rappresenta una pratica già adottata in diversi contesti locali per incrementare l’offerta di alloggi a finalità sociale”, aveva detto Portesani aggiungendo che “tali strumenti risultano efficaci quando gli immobili assegnati presentano condizioni tali da rendere sostenibili gli interventi di recupero e quando l’intervento abitativo è inserito in un progetto sociale complessivo di accompagnamento all’autonomia”.
Per questo, continuava la mozione, è “necessario compiere una scelta politica chiara e immediatamente verificabile sul piano operativo” cominciando con l’assegnazione al terzo settore di almeno cinque alloggi del patrimonio comunale, valutando sulla base degli esiti della sperimentazione, la possibilità di stabilizzare nel tempo questa modalità.
Dopo gli interventi dei consiglieri di maggioranza Marco Galli e Lapo Pasquetti, sono arrivate le dichiarazioni dell’assessore alle Politiche sociali Marina della Giovanna che ha motivato le ragioni dell’astensione e riassunto quanto fin da inizio mandato l’amministrazione sta facendo, avviando fin da subito tavoli di confronto con il Terzo Settore per la coprogettazione di interventi.
Un lavoro non facile, intersettoriale tra i vari uffici del Comune e con l’ausilio di una consulenza esterna, iniziato con la mappatura dello stato di fatto degli alloggi e l’individuazione dei potenziali target e che deve rispettare i vincoli imposti dal sistema regionale entro cui sono inseriti gli alloggi Erp. “Ci sono voluti tre anni al Governo per stilare il Piano Casa” da poco emanato, ha fatto intendere Della Giovanna, logico quindi che il protrarsi del lavoro comunale sia dovuto alla complessità di una pianificazione che tenga in considerazione le varie possibilità della normativa: anche l’alienazione del patrimonio comunale inutilizzato, oppure la sua “valorizzazione alternativa”, come potrebbe essere appunto l’affidamento in gestione a soggetti terzi.
“Abbiamo pensato di partire con una sperimentazione pilota con un pacchetto di alloggi comunali che sono sganciati dal sistema regionale”, ha poi annunciato l’assessore. “Sperimentazione che riguarda prima di tutto il coinvolgimento del Terzo Settore che ha competenze sul tema dell’inclusione abitativa, con un focus sul potenziamento dei servizi, ad esempio quello del tutor condominiale” perchè è necessario non solo dare una casa ma anche affiancare dal punto di vista sociale gli occupanti.
“In queste ore – ha aggiunto – è in corso di pubblicazione un avviso per la coprogettazione per andare ulteriormente a potenziare questo servizio perché è emerso che servono maggiori interventi sulla qualità dell’abitare e sulla cura delle parti comuni”.
Concludendo, rivolta a Portesani, che “nella sua mozione non è stato inserito nemmeno un riconoscimento del lavoro che è in corso da parte dell’amministrazione. Trovo ingeneroso approvare una mozione che non ne dia atto”.
“Se l’amministrazione sostiene che questo percorso era già nelle sue intenzioni allora oggi dovrebbe votare questa mozione senza alcuna difficoltà, perché non ostacola l’amministrazione, non la contraddice, non la mette in imbarazzo, le darebbe una mandato politico chiaro per realizzare quello che è già nelle sue intenzioni”, ha concluso Portesani.
“La maggioranza può dimostrare che quando una proposta è utile alla città non conta da quale gruppo arrivi e allora la approva; oppure respingerla con una astensione, ma allora il messaggio sarebbe molto diverso: significherebbe che il tema non è il contenuto dell’atto ma il fatto che è stato presentato dall’opposizione … Noi pensiamo che su un tema come la casa sarebbe un errore. L’emergenza abitativa non è di destra e non è di sinistra”.